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domenica 26 febbraio 2012


APPELLO DEL COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA
A PARTECIPARE AL PRESIDIO ANTIFASCISTA
ALLA LOGGIA DEI MERCANTI
Domenica 4 marzo 2012 si svolgerà a Milano una iniziativa nazionale della organizzazione neofascista Fiamma tricolore, alla quale sono state invitate tutte le sigle del variegato schieramento dell’estrema destra, allo scopo di promuovere un appuntamento per tutto il neofascismo milanese e lombardo.
Negli ultimi mesi a Milano dobbiamo purtroppo registrare il reiterarsi di manifestazioni e iniziative di tipo dichiaratamente fascista, con l’apertura di nuovi punti di incontro e di riferimento oltre a preoccupanti fenomeni di vandalismo politico contro sedi democratiche presenti nei quartieri della nostra città e della Provincia.
Risale poi al 10 febbraio 2012, nel Giorno del Ricordo, la gravissima provocazione messa in atto da elementi di Forza Nuova che, dopo aver fatto irruzione nella Sala Polifunzionale del Comune di Milano in Zona 6, hanno imbrattato i pannelli della mostra su “Fascismo, foibe ed esodo” allestita con il patrocinio del Consiglio di Zona.
La situazione che si è venuta a determinare nella nostra città suscita fondate preoccupazioni e necessita di una attenta analisi e di un costante monitoraggio, soprattutto da parte delle Istituzioni e delle Forze preposte alla Difesa dell’Ordine Pubblico.
Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza, non può accettare tali provocazioni che si svolgono in aperto contrasto con lo spirito e i principi della nostra Carta Costituzionale.
La Questura di Milano ha disposto il divieto del corteo nazionale della Fiamma Tricolore “contro il governo Monti e la giunta Pisapia”, concedendo all’organizzazione neofascista solo un “presidio fisso” in piazza San Carlo.
Il Comitato Permanente antifascista invita tutta la cittadinanza alla massima vigilanza e a partecipare Domenica 4 Marzo 2012, a partire dalle ore 10,00 al presidio antifascista organizzato alla Loggia dei Mercanti, luogo simbolo di Milano, sotto la quale sorge il sacrario dedicato ai Caduti per la libertà e ai deportati milanesi scomparsi nei lager nazisti.
COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA
CONTRO ILTERRORISMO
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO

PRESCRIZIONE

Per  l’ ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ci sarà nessuna sentenza di assoluzione né una di condanna. I reati per cui è stato indagato e processato sono prescritti per cui  il processo non potrà arrivare al giudizio. Prescritto appunto.
Prescrizione  non significa assoluzione. Per ottenere l’assoluzione il Cavaliere di Arcore dovrebbe farsi processare e ottenere il giudizio. L’ esatto contrario di quanto ha fatto fin’ora. Tergiversazioni, assenze, ricusazioni dei giudici,  tutto per evitare il giudizio del tribunale.
Il Cavaliere ha ottenuto ciò che voleva.
Una domanda : un  cittadino  qualsiasi , normale accusato  di un reato è in grado di ottenere lo stesso risultato?
Noi riteniamo di no. Forse i  Santi   SI!



sabato 25 febbraio 2012

ARTICOLO 18


Il nostro articolo del 19 febbraio dal titolo “Riformismo” evidenziava  che nella versione aggiornata  è stato collocato  il Presidente del consiglio Prof. Mario Monti e il suo governo dall’ ex segretario del Partito Democratico Walter Veltroni.
La discussione, di stringente attualità,  verte sull’ articolo 18  della legge 300/ 1970  ( Statuto dei Lavoratori ). Cioè l’ impossibilità dei  licenziamenti illegittimi.   Sul tema articolo 18 abbiamo conosciuto l’opinione del rappresentante del Partito  democratico  < basta  tabù e totem >, l’ opinione dell’ ex craxiano Maurizio Sacconi < nessun potere di veto>.
Dal quotidiano Corriere della sera apprendiamo il pensiero del top manager della FIAT Sergio Marchionne. Sull’articolo 18 dichiara: «Che ce l’ha solo l’Italia. Meglio assicurare le stesse tutele ai lavoratori in uscita in modi diversi, analoghi a quelli in uso negli altri Paesi. Diversamente, le imprese estere non capiscono e non vengono qui a investire».” «La Fiat sta investendo». e dopo i cosidetti accordi di Pomigliano «Sì. Ora possiamo lavorare».
Il Dott. Marchionne  propone modelli di rapporto di lavoro in Paesi non ben definiti e con quei criteri  le imprese  farebbero investimenti in Italia.
Se non fosse seria la questione ci sarebbe da ridere e da ironizzare.
Il capo della multinazionale torinese vuole il ritorno al passato.  Parole di circostanza, ben definite per dire una parola che dal suo vocabolario è inesistente:
SFRUTTAMENTO, dei Lavoratori.
Maggiori turnazioni, salario flessibile, licenziamento facile, diritti  negati. Una ricetta che in tanti Paesi sono normalità appunto.
Il Dott. Marchionne alla domanda < “ L’Italia ha la sua storia?  risponde «Di troppa storia si muore”>.
Alla sibillina risposta ci permettiamo di ricordare al manager che senza Storia  non vi è il presente e neppure il futuro, anche in economia.
A tal proposito invitiamo il  Dott. Marchionne  a leggersi un libro su la vita e l’opera di Henry Ford e in particolare il rapporto con i Lavoratori della sua azienda automobilistica.
Per i lettori , ci limitiamo a ricordare che Ford  elargiva  ai suoi Lavoratori salari più alti   rispetto alle altre aziende.

mercoledì 22 febbraio 2012

BOMBA



La notte scorsa una bomba  rudimentale è stata fatta esplodere da sconosciuti  nei locali  della polizia locale della nostra città. Un atto gravissimo che ha causato danni ingenti e forte preoccupazione fra i cittadini ivi residenti e la cittadinanza tutta.  Paderno Dugnano ancora una volta, in questi ultimi anni ,  è  associata ad episodi  malavitosi di stampo mafioso.  Dal summit nei locali del centro sociale anziani "Falcone & Borsellino", alle rapine negli esercizi pubblici, agli episodi di scassi e furti  nelle abitazioni di cittadini, borseggi, all'intimidazione all' Assessore Giovanni Di Maio, ora lo scoppio che hanno devastato la sede della polizia locale.  Un crescendo che appare inarrestabile.
Esprimiamo  piena solidarietà a tutto il corpo della polizia locale ai suoi dirigenti, all'  Amministrazione comunale, alla cittadinanza tutta. Esprimiamo piena fiducia nella  Magistratura e nelle  forze dell'ordine  e auspichiamo tempi rapidi  per assicurare  i colpevoli dell' attentato alla giustizia.
La  richiesta legittima dei cittadini per una  maggior sicurezza si infrange nella politica dell' immagine dimenticando il contesto in cui viviamo. Per anni, il centrodestra  nostrano e la Lega nord  hanno  evidenziato e esaltato la malavita operante in altre Regioni dell' Italia, pensando che la nostra Regione sia immune. I fatti dimostrano che nella nostra Lombardia operano e sono radicate organizzazioni malavitose in grado di controllare le istituzioni, l' economia e la politica.
Alla  richiesta di sicurezza dei cittadini si è risposto con la proliferazione di corpi di polizia, telecamere in ogni via. allontanamenti forzosi di persone senza fissa dimora o nomadi.   Si è perseguito una politica d' immagine e di facile presa nell'opinione pubblica. Politica di breve respiro che ha permesso maggiori infiltrazioni nel tessuto sociale e nei territori di organizzazioni malavitose  di stampo mafioso. L'acuirsi  della crisi economica può determinare ulteriori  radicamenti  mafiosi  e in particolare fra le nuove fasce  impoverite  di cittadini.
La politica dell' immagine tanto cara al centrodestra bisogna sostituirla con un piano di rilancio economico, culturale e di sistematico impegno istituzionale  in grado di neutralizzare, sconfiggere la malavita e i gruppi di potere a questi collegati.



domenica 19 febbraio 2012

RIFORMISMO


Viviamo un' epoca in cui le parole assumono significati diversi e opposti da come storicamente definiti. Il significato del vocabolo  riformismo ad esempio è oggetto continuo di stravolgimenti, interpretazioni  e aggiornamenti.


Il vocabolario "lo Zingarelli" definisce,semplicemente, il riformismo come tendenza a modificare con riforme e metodi legali l'assetto sociale la struttura dello Stato.

Il sito Wikipedia definisce il riformismo è un metodo d'azione politica che, ripudiando sia la rivoluzione sia la mera conservazione dell'esistente tende a modificare gradualmente l'ordinamento politico e sociale tramite riforme. Dagli anni Cinquanta del XX secolo, si definiscono riformisti i partiti socialdemocratici o socialisti che ripudiando il marxismo e si propongono di correggere (con vari strumenti come le proposte di legge in parlamento e i referendum) i difetti dell' economia capitalista.

Dall' enciclopedia Treccani si apprende che il  riformismo in genere, ogni metodo d’azione politica che, ripudiando sia i sistemi rivoluzionari sia il conservatorismo, riconosce la possibilità di modificare l’ordinamento politico sociale esistente solo attraverso l’attuazione di organiche, ma graduali riforme. Si dice anche, in senso spregiativo, di una politica, sostanzialmente conservatrice, che si limita a marginali riforme in un dato sistema sociale, senza modificare le fondamentali strutture del sistema stesso. Storicamente il riformismo . è legato all’affermazione del sistema parlamentare e alla convinzione che sia possibile realizzare una trasformazione sociale attraverso lo strumento legislativo.

La varietà di definizioni del termine riformismo, permette interpretazioni  discutibili e opposte, tanto che uno storico esponente riformista  Emanuele Macaluso afferma in un suo editoriale: <" Oggi, la parola riformismo è deprezzata, svalutata: tutti si definiscono riformisti, pure a destra, e ogni legge o leggina sfornata dal Parlamento viene indicata come “riforma”. Anche chi vuole stravolgere la Costituzione e il ruolo che essa assegna al lavoro nella società, parla di “riforme. ">.

Ai giorni nostri il vocabolo riformismo o riformista viene attribuito  da Walter Veltroni all'attuale Governo e al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti.L'esponente del PD  alla domanda   "non è un po' eccessivo definire riformismo la stagione di Mario Monti" risponde  con un NO. <e sostiene che " Sono bastati tre mesi per capire che non si tornerà indietro. Circola nel Pd, ancor più nel Pdl, l'idea che questo sia solo un governo d'emergenza, una parentesi dopo la quale si tornerà ai riti e ai giochi della seconda repubblica o peggio della prima. Qualcuno dà giudizi tali da rischiare il paradosso di consegnare al centro o al nuovo centro destra il lavoro del governo. È un errore grave. Questo governo tecnico ha fatto in tre mesi più di quanto governi politici abbiano fatto in anni. Ha dimostrato non solo di voler risanare i conti, ma di voler cambiare molto del paese e vi sta riuscendo, con il consenso dei cittadini e dell'opinione pubblica internazionale.>
 Per Walter Veltroni  il governo Monti è  il governo riformista. 


Tanto riformista che sull' articolo 18 dello statuto dei lavoratori esorta il "riformista" Monti a  procedere a " non fermarsi di fronte ai santuari del no che hanno paralizzato l'Italia per decenni...." Totem e tabù si intitolava un libro di Freud.    Ed è perfetto per definire gran parte del discorso pubblico in Italia. Bisogna cambiare un mercato del lavoro che continua a emarginare drammaticamente i giovani, i precari, le donne e il Sud. Ci vogliono più diritti per chi non ne ha nessuno. Questa è oggi una vera battaglia di sinistra".
        Un altro che si definisce riformista è Maurizio Sacconi.

Ex ministro del governo Berlusconi-Bossi-Tremonti, ex seguace del PSI di Bettino Craxi. L'ex ministro del lavoro intervenendo sulla trattativa sindacati-Governo in merito alla questione dell'articolo 18 afferma  < "La riforma del mercato del lavoro rappresenta la prova del nove per il governo». E il Pdl non farà sconti. Finora l'esecutivo «ha fatto bene a praticare un intenso ascolto delle parti sociali». Ma sull'articolo 18 (licenziamenti) dovrà procedere con decisione «senza consegnare a nessuno il potere di veto»..«Lasciare il diritto al reintegro nel posto di lavoro sui licenziamenti discriminatori mentre in tutti gli altri casi il lavoratore va adeguatamente indennizzato in un contesto di maggiore tutela di disoccupati».

Come si evince le dichiarazioni dei due riformisti , collocati a destra e a  sinistra,  sono sostanzialmente uguali.  Libertà di licenziamento, anche senza giusta causa, è l'orientamento che questi riformisti propongono in piena sintonia con quanto chiede la Confindustria e come esalta Sacconi   è anche  " una richiesta d'intervento sull'articolo 18 da parte degli organismi europei".

Ai riformisti alla Veltroni e alla Sacconi si contrappongono altri riformisti, timidamente, come Bersani, affermando che l'articolo 18 non c'entra nella trattativa con il Governo e riformatori, non riformisti, come il Segretario nazionale dei metalmeccanici della FIOM-CGIL Maurizio Landini.Il sindacalista  della FIOM-CGIL intervenendo sulla trattativa con il Governo sulla questione articolo 18 dichiara  <“Questo attacco ai diritti del lavoro è inaccettabile. Il modo per uscire dalla crisi è estendere diritti per chi non ce l’ha, ridurre la precarietà, avviare un piano straordinario di investimenti per lavoro e occupazione”.  Annunciando, parimenti,  che  per questo la Fiom scende in piazza venerdì     9 marzo a Roma, in occasione dello sciopero generale di 8 ore proclamato dei metalmeccanici. 


Il Segretario della FIOM ricordando la vicenda FIAT,Pomigliano d'Arco, afferma <Le scelte della Fiat mettono in discussione il contratto e la dignità delle persone. Allo stesso modo governo e Confindustria vogliono “manomettere” l’articolo 18. Lo sciopero del 9 marzo è l’occasione per confermare il no alla la riforma delle pensioni. “Vogliamo dire che non ci piace – scandisce il segretario -: è contro i giovani, non distingue tra i lavori che si fanno, introduce un sistema di contribuzione che non esiste in Europa. In più non aiuta l’occupazione, perchè portare l’età pensionabile a 70 anni non favorisce certamente l’ingresso all’impiego. Il governo Monti deve cambiare politica economica”. E a breve bisogna tornare a votare: “Le persone non si sentono rappresentate dai tecnici non eletti da nessuno. E’ un problema di democrazia: bisogna scegliere tra programmi diversi, dare un mandato vero al prossimo governo e Parlamento" >.


Noi Comunisti  italiani non ci facciamo confondere dai riformisti alleati alla Confindustria. NOI  siamo con il riformatore Maurizio Landini. Lo sosteniamo e invitiamo tutti i Lavoratori e le Lavoratrici ha  partecipare,  convintamente,  alla manifestazione della FIOM-CGIL  del 9 marzo a Roma.

giovedì 16 febbraio 2012


Intervista a Oliviero Diliberto.”I Neocon hanno fallito, ora è tempo di Neocom”

Il segretario del Pdci-Fds ad Articolotre parla di crisi greca e situazione politica italiana:”sono vicino al popolo ellenico, stanno pagando per misure inique e inefficaci”. E sulle schermaglie di casa nostra: “basta con i giochini, unità tra chi sta a sinistra del Pd”.
-Redazione15 febbraio 2012-Sono giorni di tensione quelli che stiamo vivendo, con la situazione greca in primo piano, e l’Italia sullo sfondo, mentre crescono le voci critiche verso i diktat dell’Europa e le misure di austerity generalizzate.  Articolotre.com ha intervistato Oliviero Diliberto, segretario del Pdci-Fds, per conoscere il suo pensiero sulle prospettive della sinistra in Italia e nel mondo.

Diliberto, ieri sera l’abbiamo rivista dopo alcuni anni ospite a Ballarò. In Spagna Izquierda Unida è cresciuta significativamente alle ultime elezioni e, nel frattempo, in Grecia la sinistra è accreditata di un buon consenso. Cosa sta succedendo ai comunisti?
Siamo di fronte ad una crisi che sta mettendo in luce tutte le contraddizioni irrisolvibili del capitalismo. Idee come il ruolo dello Stato in economia e la trasformazione del sistema di sviluppo stanno tornando di grande attualità. Nel 1991 sembravamo noi fuori dalla storia, oggi lo è chi difende a spada tratta il neoliberismo.
Lei inizialmente aveva detto di attendere prima di crocifiggere il governo Monti. Ha cambiato idea adesso?
Ho semplicemente detto che una condanna preventiva e unicamente pregiudiziale sarebbe stata incomprensibile al nostro popolo, che usciva da 20 anni di berlusconismo. Non cogliere l’elemento liberatorio della caduta di Berlusconi sarebbe stato  profondamente sbagliato. Tuttavia, oggi appare chiaro: siamo passati dal regime grottesco e osceno di Berlusconi al regime tecnocratico, certamente molto più presentabile nelle forme, che sta facendo pagare la crisi unicamente ai ceti popolari.
Il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro pare fossilizzato sull’art.18. Voi avete detto che non ci state alla cancellazione, ma lo sa che ci sono milioni di giovani che non sanno nemmeno cosa sia?
Chi vuole l’abolizione dell’articolo 18 deve avere il coraggio di dire che è d’accordo con i licenziamenti discriminatori. Sui giovani è il paradigma su cui si fonda l’azione del governo Monti e in particolare del Ministro Fornero che è da respingere. Non c’è nessuna contrapposizione vecchi-giovani o lavoratori garantiti-non garantiti. C’è, semmai, una generazione che è stata privata del diritto al futuro a causa di 20 anni di neoliberismo.
Recentemente Bersani ha detto di non puntare a una grossa coalizione per il 2013. Voi pensate che ci siano margini di dialogo con i democratici nonostante il loro appoggio al governo?
Noi non ci rassegniamo all’idea consegnare il Pd integralmente nelle mani del Terzo Polo. Io, nonostante tutto, mi auguro che nel Partito di Bersani prevalga chi predilige un’opzione di centrosinistra classico.
Lei ha parlato di unità con Di Pietro e Vendola, ma il governatore pugliese ha già risposto picche. L’elettorato di Tonino è di sinistra? Lo è di più di quello di Grillo?
E’ ora di smetterla con i giochini tra di noi: io lavoro per unire tutta la sinistra politica e sociale a sinistra del Pd. Staremmo parlando di una forza a due cifre, con un potere contrattuale, anche nei confronti del Pd, enorme. Ho letto con grande attenzione la proposta di Di Pietro di una lista Fds-Sel-Idv e sindaci. Dico subito che anche noi lavoriamo in questa direzione. A Nichi dico che la nostra non è una proposta di opposizione, semmai di governo secondo le nostre priorità, di cui sarei felice di discutere con lui. Quanto a Grillo, mi interessa molto il suo elettorato, molto meno lui.
Passiamo alla Grecia. Là i comunisti, contrari all’accordo, avrebbero preferito il default al diktat della troika. Lei che ne pensa?
Ho grande rispetto per i comunisti in tutto il mondo, e quindi anche per i greci. E voglio esprimere la massima vicinanza e solidarietà al popolo greco. Le misure che il Parlamento greco ha votato non sono solo inique, sono anche sbagliate e inefficaci. Voglio dire chiaramente, però, che il default non è mai auspicabile, se non altro perché i primi a farne le spese sono i ceti deboli.
Come si evita di entrare nella spirale che ha soffocato gli ellenici? Quali le proposte della Fds?
Nell’immediato, la Bce dovrebbe fungere da prestatore di ultima istanza. Su questo paghiamo l’errore di aver costruito solo la dimensione finanziaria e bancaria dell’Europa e non quella politica. Poi andrebbe introdotta subito una imposta patrimoniale, e dovremmo rinunciare all’acquisto dei 131 caccia bombardieri e destinare quei soldi, 20 miliardi, ai saperi e ai precari. Come vede proposte di governo, non di testimonianza.
Sono passati 20 anni dalla fine del comunismo reale. Sabato ha incontrato la leader degli studenti cileni, la comunista Camila Vallejo, in vista in Italia. Si aprono nuove prospettive in questo XXI secolo?
L’energia di Camila, Karol e Jorge, alla testa di un grande movimento di massa in Cile, con una pressione mediatica enorme, è straordinaria. Come nel ’73 abbiamo costruito un legame solido tra comunisti italiani e cileni. Dobbiamo dirci la verità: nonostante le grandi speranze che hanno suscitato, sono fallite le esperienze che hanno pensato di affidarsi al solo Stato o, simmetricamente, al solo mercato. L’era dei conservatori, aperta da Tatcher e Reagan, proseguita in apertura di secolo con i “neocon” come Bush jr. ed ora con  le destre europee, si sta concludendo drammaticamente. Se mi consente una battuta, proprio perché vedo una crescente critica al capitalismo da diverse parti, mi auguro che i prossimi decenni possano essere quelli dei “neocom”: di una nuova stagione del pubblico.