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venerdì 30 marzo 2012

PIAZZAPULITA


INTERVENTO DI OLIVIERO DILIBERTO ALLA TRASMISSIONE TELEVISIVA "PIAZZAPULITA" ANDATA IN ONDA  GIOVEDI 29-3-12 SU LA SETTE.




domenica 25 marzo 2012

FIRMA PER L'ART.18






                                                         

















Oltre 200 le firme in calce alla petizione della Federazione della Sinistra  per l'articolo 18, contro la proposta  di cancellazione  del governo Monti e della sua maggioranza PDL-PD_UDC. Petizione popolare che sarà consegnata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Presidente della camera dei Deputati, Gianfranco Fini e al Presidente del Senato Renato Schifani.  
Lavoratori, cittadini, giovani e anziani hanno espresso la propria volontà al diritto alla dignità e al lavoro che si vogliono abolire.
Il nuovismo dei sostenitori del governo MONTI  è simile, se non peggiore,  a quanto avveniva nelle fabbriche  e negli uffici prima che lo Statuto dei Lavoratori diventasse legge dello Stato italiano.   
Il governo Monti ha preferito la discussione in Parlamento, evitando il decreto legge.La regia  del capo dello Stato ha consigliato al premier di prendere tempo visto che l'auspicato, da loro,  accordo non c'è stato. La CGIL, non firmando ha costretto le forze politiche e sociali a battere il passo. Le fermate spontanee, gli scioperi, di molti Lavoratori in tutta Italia, le  dichiarazioni negative o problematiche  di ampi settori della società, dalla Chiesa cattolica a eminenti studiosi, ha consigliato l'iter a più lungo termine.
In questo contesto la nostra presenza in tutte le piazze può far emergere queste discussioni e possibilmente una sostanziale modifica della proposta del governo.
Fondamentale per tutti è quanto deciderà il Partito Democratico. Quali pesi si confronteranno all' interno di quel Partito, fra gli ultras sostenitori di Monti e fra i critici della proposta di cancellazione dell' art.18, come Bersani e Fassina.
Noi saremo nelle piazze a sostenere l'articolo 18.  

giovedì 22 marzo 2012

IL LAVORATORE NON E' MERCE

Il  Presidente della Commissione Lavoro della Conferenza  Episcopale Italiana, monsignor Bregantini ha rilasciato un' intervista al settimanale "Famiglia cristiana" (http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/articolo/il-lavoratore-non-e-una-merce.aspx   )a seguito della conclusione del tavolo governo-parti sociali  sul mercato del lavoro. Mons. Bregantini ha sottolineato le negatività  della proposta del governo e riferendosi alla cancellazione, di fatto, dell' art.18 ha evidenziato "I licenziamenti economici rischiano di generare un clima di paura in tutto il Paese" Inoltre a criticato  i tempi stretti imposti alla trattativa e alla esclusione del più grande sindacato italiano, la CGIL.
Mons. Bregantini  richiamandosi alla enciclica "Rerum Novarum" di Papa Leone XIII, emanata nel 1881 si chiede se  " i licenziamenti, chiamati elegantemente con un eufemismo "flessibilità in uscita", rispettano la persona . "Il Lavoratore non è una merce. Non lo si può trattare come un prodotto da dismettere, da eliminare per motivi di bilancio, perché resta invenduto in magazzino.  Ricordando il decreto sulla liberalizzazione degli orari dei negozi commerciali, il prelato polemizza constatando che , "in politica ormai  l’aspetto tecnico sta diventando prevalente sull’aspetto etico”.
La presa di posizione dell' esponente dell' Episcopato italiano si aggiunge a tante prese di posizione di professori, come Tito Boeri (http://video.repubblica.it/dossier/articolo-18/articolo18-tito-boeri-boccia-la-proposta-fornero-aumenta-l-incertezza/91026/89419) e imprenditori che   evidenziando l'aspetto ideologico della controriforma di Monti e Fornero rilevano l'inefficacia del provvedimento sul piano economico e dell' occupazione.
Il Partito Democratico sembra l'organizzazione politica con più imbarazzo. Contenere, gli ultras  alla Ichino (  ..progetto di riforma ...è indiscutibile: esso tende ad allineare il nostro sistema di protezione del lavoro a quelli dei nostri maggiori partner europei) .e Fioroni con il responsabile lavoro Stefano Fassina (La riformulazione dell'art. 18 "non va bene  perché rischia di rimanere un guscio vuoto con un notevole allargamento delle possibilità di licenziamento".), sarà il compito del Segretario Luigi Bersani che, parlando in prima persona,  ha dichiarato il suo disappunto (La questione dell'articolo 18 bisognava affrontarla alla tedesca, non alla americana e così è venuta fuori una cosa che non condivido).
Dopo la presa di posizione della CEI stiamo seguendo, in queste ore, nuovi interventi che prefigurano possibili ulteriori cambiamenti. Il Segretario nazionale della CISL Raffaele Bonanni, sostenitore della proposta del governo Monti, poche ore fa ha dichiarato: "Anche noi vogliamo cambiare la norma. E' quello su cui ci stiamo impegnando in queste ore. Anche noi vogliamo il modello tedesco".
Noi Comunisti siamo per l'articolo 18 e per la sua estensione a tutti i Lavoratori. Stiamo organizzando  banchetti raccogliendo firme a sostegno.
L'appuntamento a Paderno Dugnano in via Roma alla FIERA DI PRIMAVERA.    

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VENERDI  23 MARZO ORE 14,41 ULTIM'ORA



PALERMI "Monti pensi a creare lavoro oppure se ne torni in Europa" 
"Ci sono scioperi e manifestazioni in molti luoghi in tutta Italia, i tavoli organizzati dalla Federazione della Sinistra per una petizione a favore dell’art. 18 stanno raccogliendo migliaia e migliaia di firme, autorevoli commentatori e persino uomini di Chiesa chiedono al governo di fare un passo indietro. Hanno ragione". Lo dice Manuela Palermi, segreteria nazionale Pdci-Federazione della Sinistra e
 responsabile Lavoro. "Il governo Monti sta irresponsabilmente lacerando il Paese per riformare una cosa che non esiste: il lavoro. Si preoccupi di crearlo, questo lavoro, oppure se ne torni in Europa. Ma stia sicuro che questa volta non gli riuscirà un altro colpo di mano come avvenuto con le pensioni".






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CONSIGLIO COMUNALE





Pubblichiamo l'ordine del giorno urgente per richiesta dimissioni Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e la richiesta di convocazione della commissione territorio per la discussione su trasformazione del diritto di superfice (comitato terra mia) proposta dal consigliere Pdci/PRC Mauro ANELLI:


Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista – Partito dei Comunisti Italiani

Al Sindaco Marco Alparone
Di Paderno Dugnano

Paderno Dugnano 20.03.2012

Oggetto: O.d.G Urgente per la richiesta di dimissioni del presidente regione Lombardia Roberto Formigoni

Il Consiglio Comunale di Paderno Dugnano

Preso atto
Che si e’ arrivati ad avere N° 10 Consiglieri indagati per varie ragioni su un totale di N° 80
Considerato che
Tale situazione e’ da considerarsi inaccettabile perche’ getta ombre molto pesanti sull'intera istituzione regionale.
Visto che
La trasparenza nella conduzione e gestione della cosa pubblica deve essere patrimonio imprescindibile e anche la minima irregolarita’ deve essere rimossa
Apprezzando  L’azione della magistratura
Invita  Il Sindaco a farsi promotore della richiesta di dimissioni del Presidente Roberto Formigoni
E Comunicare tale richiesta ai propri cittadini

In fede 
 Per la Federazione della Sinistra
Mauro Anelli  



Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista – Partito dei Comunisti Italiani

Al Presidente della commissione Territorio di
Paderno Dugnano
Al Signor Sindaco
Paderno Dugnano
Agli Assessori di competenza
Ai componenti della commissione
Ai Presidenti di quartiere

Oggetto: Trasformazione del diritto di superfice

Chiedo al Presidente della commissione Territorio la convocazione urgente della commissione stessa per la discussione della proposta inviata dal Comitato Terra Mia ,al fine di poter prendere atto di tutte le varie posizioni sul tema


In fede Paderno Dugnano 20.3.2012

Per la Federazione della Sinistra
Mauro Anelli



lunedì 19 marzo 2012

ARTICOLO 18

 

Giù le mani dall’articolo 18!


La
 FdS lancia una petizione popolare per la difesa e l’estensione dell’articolo 18
La Federazione della Sinistra ha promosso una petizione popolare nazionale per la tutela e l’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che già dalle prime ore ha ricevuto centinaia di adesioni.
Dopo l’aggressione mossa poco meno di dieci anni fa dal governo Berlusconi su mandato di Confindustria e sconfitta anche grazie alla meravigliosa manifestazione della Cgil che ha visto 3 milioni di persone manifestare al Circo Massimo, l’art. 18 è ora tornato al centro degli attacchi del governo Monti e anche di molti esponenti della coalizione che lo sostiene, compresi alcuni dirigenti del Partito Democratico. Proprio l’allargamento dell’area di quanti vogliono una revisione profonda dell’articolo o addirittura una sua totale cancellazione è un dato preoccupante di fronte al quale non si può assistere in silenzio.
Siamo certi che siano tantissimi coloro i quali vogliono esprimersi direttamente in difesa e per l’estensione dell’art. 18, ribadendo inoltre l’idea che un diritto così fondamentale debba valere per tutti i lavoratori senza limitazioni di sorta.
Per questa ragione, partendo proprio in concomitanza con l’importante manifestazione della Fiom del 9 marzo a Roma, la Federazione della Sinistra ha pensato di dare modo a tutti di partecipare a questa battaglia, mettendo a disposizione lo strumento della petizione popolare, che ci auguriamo raggiunga un grande numero di adesioni in tempi brevi, in modo da incidere prima che sia troppo tardi.
Di seguito, il testo della petizione che, insieme alle firme raccolte, presenteremo al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente della Camera dei Deputati.
“Noi sottoscritti/e consideriamo l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori una norma di civiltà.
L’obbligo della reintegra di chi viene ingiustamente licenziato è garanzia per ogni singolo lavoratore ed è al tempo stesso il fondamento per l’esercizio dei diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal diritto a contrattare salario e condizioni di lavoro dignitose.
Se l’articolo 18 fosse manomesso ogni lavoratrice e ogni lavoratore sarebbe posto in una condizione di precarietà e di ricatto permanente, essendo licenziabile arbitrariamente da parte del datore di lavoro. Se l’articolo 18 fosse manomesso verrebbero minate in radice le agibilità e libertà sindacali. Per questo motivo va respinta ogni ipotesi di manomissione o aggiramento dell’articolo 18.
L’articolo 18 va invece esteso a tutte le lavoratrici e i lavoratori nelle aziende di ogni dimensione.”
E’ possibile firmare tramite il sito www.federazionedellasinistra.com cliccando qui o sull’immagine “Giù le mani dall’art. 18″ nella colonna destra della pagina.
Massimo Rossi, Portavoce della Federazione della Sinistra


sabato 17 marzo 2012

I QUADRUMVIRI

                               


Finalmente il  Governo Monti ha una maggioranza politica fisicamente palpabile. L'altra sera, a Palazzo Chigi, Il capo del governo ha convocato i leader dei Partiti che lo sostengono in Parlamento, Alfano, Bersani e Casini. Finalmente,  perchè si è smesso di fingere che il governo Monti sia un governo "tecnico" e non politico.
Berlusconi e Bersani fin'ora hanno cercato di marcare una distanza politica dal Professor  Monti. Ogni dichiarazione o affermazione  conteneva la litania che il governo non era il loro.(clicca qui http://mimmo56.blog.kataweb.it/?p=1538) Stessa litania che i loro subordinati amplificavano con ogni mezzo di comunicazione. 

Ora la verità,  impossibile continuare a nascondere.
Possiamo affermare, senza far arrabbiare Bersani e  l' uomo di Arcore, che il governo Monti è un governo politico nel pieno della sua responsabilità.

Il governo Monti è il governo del Partito Democratico, del Popolo delle libertà e del terzo polo con l'Unione di centro.Proprio le personalità a cui Monti chiese, durante la formazione del suo governo, di assumere la carica di Vicepresidenti. 

Nella serata i leader della maggioranza PD-PDL-UDC hanno fra l'altro sentenziato che la trattativa sul mercato del lavoro, articolo 18 è da concludere, "naturalmente" (per i tecnicisti)  a danno delle lavoratrici e dei Lavoratori .
La maggioranza  PD.PDL-UDC, nell'intento di portare a termine la legislatura e con l' accordo  del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sta preparando il programma di fine legislatura che culminerà con modifiche costituzionali e con una legge elettorale che certifichi la validità dell' accordo raggiunto. 
Come nell'antica Roma i quattro eletti con poteri giurisdizionali e con funzioni di polizia, oggi  assistiamo alla sostanziale modificazione dei dettami costituzionali senza chiedere il permesso ai cittadini elettori. 
          

giovedì 15 marzo 2012

W la FIOM-CGIL


Proponiamo  il testo dell'intervento del direttore di MicroMega alla manifestazione della Fiom a piazza san Giovanni a Roma, venerdì 9 marzo 2012.

Stampa e tv  hanno  archiviato la grande manifestazione dei metalmeccanici della FIOM-CGIL della scorsa settimana a ROMA. Noi siamo per sostenere "LA POLITICA" della FIOM.   




di Paolo Flores d'Arcais

Un certo signor Marchionne ha accusato la Fiom di fare politica. Una certa signora Marcegaglia si lamenta che la Fiom fa politica. Un certo cavalier Berlusconi ha sempre trattato la Fiom come il demonio, perché fa politica, chiedendo esorcismi ai Sacconi, i Brunetta e altri chierichetti del suo regime. Buon ultimo è arrivato l’onorevole Bersani, che ha vietato ai dirigenti del Pd di partecipare a questa manifestazione, perché la Fiom fa politica, anzi una brutta politica, visto che da questo palco parlerà anche un dirigente del Pd della Val di Susa, ex sindaco e più che mai No Tav.

Vorrei dirlo sommessamente, con i toni sobri che sono di prammatica da quando abbiamo un nuovo governo: questi signori, ogni volta che si stracciano le vesti perché la Fiom fa politica, hanno la faccia come il culo. 

Non fa forse politica Marchionne, quando col sostegno di qualsiasi governo e dei media asserviti, impone che nelle fabbriche la Costituzione diventi carta straccia? Non fa politica la Confindustria, un giorno sì e l’altro pure, che dai governi pretende sempre favori per i padroni (con i soldi nostri) e sacrifici per gli operai? Non fanno politica i grandi banchieri, al punto che uno di loro è ormai il ministro più potente del governo “tecnico”? E il partito di Bersani non ha candidato nelle sue liste i Calearo e i Colannino (bella roba, sia detto en passant, per un partito che si dice riformista e forse di sinistra), ritenendo normale che gli imprenditori facciano politica?

E per quale motivo, allora, per quale discriminazione, per quale ontologica indegnità, non dovrebbero fare politica i metalmeccanici e i loro dirigenti?
Per un unico motivo, forse. Che la loro politica (cioè la vostra) è una buona politica, che la politica della Fiom è una bella politica, la politica dei lavoratori per i lavoratori, dei cittadini per i cittadini. Lontana mille miglia, anzi opposta e alternativa, alla politica delle cricche e delle ruberie, delle nomenklature e delle corruzioni, che fanno costare agli italiani ogni chilometro di opera pubblica cinque volte di più che ai francesi, o tedeschi o spagnoli.

Giuliano Ferrara, un altro che considera la Fiom una iattura, anni fa, discutendo di Mani Pulite con Piercamillo Davigo, ha spiegato che il politico esemplare deve essere ricattabile. Proprio così: ricattabile. E’ stato prontamente accontentato. Nella presidenza della regione Lombardia quattro politici su cinque hanno guai con la giustizia. Esiste un quartiere malfamato, il più malfamato che si possa immaginare, in cui l’80% della popolazione abbia guai con la giustizia? Nemmeno in quelli della Chicago di Al Capone. Ma nel Pirellone di Formigoni, sant’uomo di Comunione e Liberazione, sì. C’è da stupirsi se poi qualche satirico parla di Comunione e Fatturazione?

La verità è che, politici o tecnici che siano, vogliono impedirvi di fare politica per tenerla in monopolio, per farla fare solo ai banchieri che strangolano il credito, agli imprenditori che licenziano, ai parassiti che evadono e ai padroni delle tessere che inciuciano. Vogliono che la politica rimanga “cosa loro”, e la sovranità del cittadino, cioè di ciascuno di voi, che pure è solennemente ricamata in ogni Costituzione, sia solo una beffa. Vogliono che a fare il premier sia sempre uno di loro, mai uno dei vostri, mai un sindacalista. 

Voi, col vostro sciopero, avete detto NO! a questa pretesa indecente e antidemocratica. Se un banchiere può essere premier, a maggior ragione può esserlo un sindacalista, visto che l’Italia è “una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
La politica moderna è nata in Europa col suono di tre parole: Libertà, Eguaglianza, Fratellanza. Voi col vostro sciopero e le vostre lotte state semplicemente riproponendo i valori più autentici della vera politica. Voi volete che queste tre parole – così insopportabili per i gerarchi dell’establishment – tornino a rappresentare il futuro, non la nostalgia del passato.
Oggi tutta l’Italia democratica vi deve ringraziare.
Voi siete la speranza, perché siete la lotta.



martedì 13 marzo 2012

ORARI


Il tema orari degli esercizi commerciali sta suscitando un' interessante dibattito.  L' ordine del giorno, presentato  al Consiglio comunale di Paderno Dugnano dal capogruppo PdCI/PRC Mauro Anelli è stato respinto per parità dei voti. I voti del PD, tranne il voto del consigliere Boggia, IDV, lista Di Maio, PdCI/PRC e l'astensione della Lega nord non sono stati sufficienti per attivare  Sindaco e Giunta  per modificare il decreto del governo Monti.

Non ci è dato sapere le ragioni per cui il consigliere Boggia ha preferito stare in platea piuttosto che argomentare in aula il suo pensiero. Aspettiamo con curiosità una sua dichiarazione. 
Per ora ci accontentiamo di alcune dichiarazioni pubbliche di esponenti del suo Partito.  Altre notizie, curiosità o comunicazioni provenienti dagli altri Partiti non ci  risultano. L'ordine di evitare di parlane è stato impartito? 

A costoro vogliamo rendere note alcune dichiarazioni, interviste,scritti e commenti di alcune importanti personalità:

Il Beato Giovanni Paolo II, nell'enciclica "Laborem exercens " afferma che il lavoro è per l'uomo è non l'uomo per il lavoro.

L 'attuale Papa, Benedetto XVI, nella sua enciclica " Caritas in veritate" afferma che la festa è un tipico luogo del dono, il dedicarsi agli altri. Festa non significa perdere tempo ma recuperare altri valori.

Il nuovo Cardinale di Milano, Angelo Scola, ha osservato, in una sua recente omelia sulla rilevanza "del riposo festivo, che è da conservare perchè è spazio di comunione e luogo sociale". Rileva che  "non si attinge il riposo in senso forte" per  i componenti di una famiglia  con  turni di lavoro differenziati.

Il Preside della Facoltà di Sociologia dell'Università cattolica, Mauro Magatti,  bocciando il decreto Monti, afferma che "la cultura del consumo non ha portato crescita, anzi. L'apertura domenicale dei negozi "non è destinata a produrre grandi risultati" 

L' europarlamentare Patrizia Toia ha dichiarato: garantire "un giorno di riposo  per consentire alle famiglie di ritrovarsi. Ci vogliono regole certe  e la flessibilità non deve provocare effetti negativi".

<Non fate shopping, liberate le domeniche dal lavoro> è stato l'appello dei sindacati la scorsa domenica 4 marzo  proclamata  da European Sunday Alliance rete di associazioni e sindacati che chiedono il "rispetto dei tempi di vita e di lavoro " "Giornata europea per le domeniche libere dal lavoro", con manifestazioni in varie città d'Italia.

I sindacati dei Lavoratori del commercio, FilcamsCgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil hanno aderito alla Giornata convinti che "la liberalizzazione degli orari nel commercio non farà aumentare ne' consumi, nè occupazione".

A tutti vogliamo ricordare il valore di quell'ordine del giorno. Il  mancato rispetto dei dettami costituzionali e degli Statuti degli enti locali comporta il sostanziale annullamento di questi ultimi. Se poi si guarda la questione dal punto di vista urbanistico e ambientale il quadro che si configura è ancor più preoccupante, anzi pericoloso  per la Democrazia.


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giovedì 8 marzo 2012

8 MARZO

di Delfina Tromboni Direzione nazionale PdCI 

Scrive il “Corriere della Sera” del 6 marzo che la bassissima percentuale di donne nei consigli di amministrazione delle aziende di diversi Paesi, tra cui l’Italia, danneggia la possibilità delle stesse aziende di stare competitivamente sul mercato, tanto che l’Unione Europea sta pensando ad una direttiva che imponga le discusse (e discutibili) “quote rosa” per tali organismi.

E’ davvero curioso che anche in un periodo di crisi gravissima come quella che stiamo attraversando, la questione della presenza di donne nei posti “che contano” , venga portata all’ attenzione degli attori primi di ogni possibile fuoriuscita dalla crisi, le aziende, soltanto in occasione della tradizionale ricorrenza dell’8 marzo. Noi comunisti e comuniste del PdCI abbiamo scritto nel nostro documento congressuale che una maggior presenza di donne nelle attività produttive e, soprattutto, il calcolo del valore del lavoro delle donne nella società, a partire da quello che tutte fanno, cioè il lavoro riproduttivo, alzerebbe il PIL del Paese, di fatto portandolo in una fascia di rischio meno elevato nell’economia europea e mondiale. Non ce lo siamo inventato, lo scrivono economisti ed economiste di grido. Di quelli/e di cui, evidentemente, il “tecnico” governo Monti non ritiene utile avvalersi, avendo peraltro affidato ad un ministro (perdonate, uso il maschile perchè davvero il femminile non le si addice...) come Fornero, le tematiche del welfare, in cui magicamente, da qualche tempo rientra anche l’organizzazione del mercato del lavoro, ridotta ormai solo alle tutele “compatibili” per i lavoratori e le lavoratrici (o aspiranti tali), massacrati/e dalla precarietà e dalla iperflessibilità del liberismo selvaggio che tanto sta a cuore al capitalismo odierno. La stessa Fornero, ministro pure delle Pari Opportunità, “scopre” come per incanto la drammatica realtà delle violenze famigliari sulle donne (una ogni 4 ore – avete letto giusto: ore in una regione simbolo del Nord Est, il Veneto...), dello stolking e dei femminicidi, proprio a cavallo della Giornata Internazionale delle donne, nonostante le denuncie di chi di donne si occupa tutti i giorni (dalle Case per le donne maltrattate alle Questure di tutt’Italia) si susseguano da anni, nell’indifferenza generale. Che si tramuta in ipocrita scandalo appena si avvicina una data – simbolo: oggi l’8 marzo, ieri il 25 novembre.
Brutto vezzo in un Paese che non riesce quasi più ad applicare una legge dello Stato, la 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, confermata peraltro da due referendum popolari stra-vinti, non avendo mai voluto discutere seriamente di provvedimenti che rendano l’obiezione di coscienza uno strumento vero di rispetto dei convincimenti individuali e non (com’è ora) un grimaldello per far saltare la possibilità di abortire in strutture pubbliche per le donne e la possibilità di esercitare al meglio la propria professione, senza essere trasformati in “cottimisti” dell’aborto e senza dover pagare un prezzo altissimo in termini di carriera, per i medici e per il personale parasanitario. Per contro, regioni come il Piemonte del Governatore leghista Cota ( ma anche di altro colore...) legiferano per inserire associazioni antiabortiste nei consultori, che “dissuadano” le donne dall’interruzione di gravidanza e magari prospettino soluzioni “all’americana”, come l’adozione preventiva (praticamente l’adozione dei feti...) per chi si lasci convincere ad accettare 250 euro al mese per condurre a termine una gravidanza, del cui frutto godrà un’altra donna, un’altra coppia. E’ troppo “femminista” dichiarare che così si trasformano le donne in uteri ambulanti? in macchine per figliare?
 Non so dirlo. Quel che so è che è diventata insopportabile la tiritera sulla “questione femminile” che carsicamente si riscopre ad ogni 8 marzo, senza che nulla muti tra chi avrebbe il potere di mutare le cose, per il resto dell’anno.
 C’è però un altro “vezzo” che accompagna la Giornata Internazionale delle donne e che si sta facendo, se possibile, anche più insopportabile: l’elenco infinito di ciò che alle donne ancora manca, cahiers de doléances (letteralmente: quaderni dei punti dolenti), tirati fuori dalla naftalina appena all’orizzonte si prospetta l’arrivo della “data-simbolo” per eccellenza. E giù ad elencare: le donne sono le più tartassate dalla crisi, perdono di più il lavoro, hanno meno opportunità di trovarne un altro anche a termine, sono sottoposte al ricatto delle lettere di dimissioni in bianco o della non riassunzione se incinte, alle molestie sessuali sul luogo di lavoro, allo stolking e al mobbing padronale, devono sobbarcarsi più lavoro familiare e riproduttivo man mano che lo stato sociale viene meno (ora viene anche dichiarato, sempre dai nostri “tecnici” ministri, superato come concetto nell’intera Europa...), si ritrovano sulle spalle bambini, anziani, malati, handicappati, figli, fratelli, mariti disoccupati o in cassa integrazione o in mobilità, sono le più penalizzate dalla “riforma” delle pensioni, rischiano grosso, persino la vita, non quando escono di casa, ma quando ci entrano, dato che in un anno ne uccide più la famiglia che la mafia (170 circa le vittime di mafia nel 2011 contro 200 circa vittime di violenze famigliari nello stesso anno). Tutto vero. Verissimo. Ma come mai la politica prima di tutto, l’informazione in seconda battuta (cartacea o mediatica che sia), il senso comune infine, dimenticano sempre di dire cosa le donne invece hanno? cosa sono nella realtà? cosa sono diventate per la società di oggi e per se stesse? Come sono arrivate ad essere così come sono?
Forse è questa la domanda vera che dobbiamo/possiamo porci in questo 8 marzo 2012, noi partito di comunisti, partito di marxisti, donne e uomini che mirano a liberare tutti e tutte dalle catene che restano, donne comuniste e femministe insieme.
Se ce la poniamo, possiamo cominciare a rispondere, per esempio, che riconoscere ciò che le donne hanno sarebbe altamente sovversivo per la società italiana (ed europea, e mondiale), per la politica, per i rapporti sociali tra i sessi, per i rapporti, persino, tra gli Stati. Perchè da questo riconoscimento non potrebbero non discendere conseguenze concrete, pratiche: come negare l’accesso ad un incarico ad una donna che si riconosce più brava tra quanti, uomini e donne, aspirano a quel medesimo incarico? Come non progettare città dai tempi e dalle strutture a misura di donne (e quindi di bambini, di anziani, ecc. ecc. ecc.) se si riconosce alle donne una maggior competenza, maturata in millenni di supplenza allo Stato, sociale o no che fosse? Come non ripensare servizi, scuole, università se si tiene conto della maggior presenza di donne in questi settori sociali, in termini quantitativi e a diversi livelli di operatività e direzione? Come non riscrivere le regole del sistema produttivo e del sistema finanziario se si riconosce che il mondo si regge sul lavoro riproduttivo che viene compiuto soprattutto dalle donne? Come non finirla di “regolare” i conflitti attraverso le guerre, se si assume il principio di tutte le madri di ogni Paese, secondo cui “i figli NON sono della guerra”?  Questa mi sembra la questione.
Il problema oggi è certo, anche, segnalare ciò che manca e cercare di porvi rimedio, ma è forse di più riconoscere ciò che è in campo: un modo differente di tante donne di guardare al mondo, la sapienza femminile, la capacità delle donne di “fare ponte”, costruire rapporti e relazioni che tengono in piedi tutto il nostro incasinatissimo edificio sociale.
Vale per la società, vale per la politica, vale per i partiti. Per il nostro, di comunisti italiani, più ancora che per gli altri.


Buon 8 marzo.

padernoforum: Consiglio comunale: maggioranza spaccata sul comme...

padernoforum: Consiglio comunale: maggioranza spaccata sul comme...: Maggioranza di centro destra spaccata ieri sera in Consiglio Comunale, non sull'attentato ai Vigili Urbani di cui non si è affatto parlato, ...

SPACCATURA


Ieri sera in Consiglio comunale si è registrata una spaccatura all’interno della maggioranza PDL-LEGA nord- LISTA civica Di Maio che governa la nostra città.
L’ ordine del giorno,  presentato dal nostro capogruppo consiliare Pdci/PRC Mauro Anelli, di contrarietà alla  liberalizzazione degli orari, insediamento urbanistico e delle attività di vendita nel  commercio, è stato respinto per parità dei voti conseguiti.
Hanno votato l’ordine del giorno i gruppi consiliari di PdCI/PRC, Partito Democratico, Italia dei Valori, Lista civica Di Maio. Hanno votato contro la PDL e astenuto il gruppo consiliare della LEGA nord.
Il risultato di pareggio , 11 a favore, 11 contrari e 5 astenuti e inspiegabilmente il non voto del consigliere PD BOGGIA PIETRO , ha determinato il respingimento dell’ordine del giorno.
L’ ordine del giorno  di Mauro Anelli     evidenziava la contraddizione del      decreto ,cosidetto Salva Italia del  governo Monti, con gli articoli 114  della Costituzione italiana, lo Statuto  della Regione Lombardia (articoli 1 e  2) e con lo Statuto del Comune di  Paderno Dugnano (articolo 1).  Evidenziava che il decreto Monti  il  peggioramento delle condizioni di lavoro per i Lavoratori del settore (precarietà)  con la rottura degli equilibri fra piccola, media e grande distribuzione. Non ultimo  il certo depauperamento del territorio urbano con insediamenti commerciali senza rispettare  alcuna normativa.
Al Sindaco si chiedeva di farsi parte attiva con le altre istituzioni, Regione Lombardia in primis, le organizzazioni dei Lavoratori e i rappresentanti delle aziende con il fine di coniugare lavoratori,aziende e cittadini consumatori.
Interessanti sono state le motivazioni di condivisione dell’ ordine del giorno. Il Partito Democratico ha sottolineato  che siamo in  presenza di “riforme lente e confuse” da affrontare in modo non ideologico. I rappresentante dell’ Italia dei Valori ha evidenziato il modo selvaggio delle liberalizzazioni e infine il rappresentante della lista civica ha condiviso in particolare la preoccupazione per la sorte dei piccoli negozi e dei lavoratori.
La Lega nord aveva chiesto al proponente dell’ ordine del  giorno alcuni emendamenti e modifiche. Modifiche che intendevano risaltare le posizioni del gruppo anche a seguito della discussione in merito in consiglio regionale.  Agli emendamenti  leghisti  ha risposto il proponente Mauro Anelli.  accogliendoli,  verbalmente.
Questa discussione ha scatenato le ire del capogruppo della PDL Giacinto Rimoldi. Costui farneticando su liberismo, liberalizzazioni, liberticisti comunisti , intravedeva spurie aggregazioni  politiche  sapendo che la sua maggioranza si incamminava verso la spaccatura.

Che dire altro, se i consigli comunali si convocassero con tempi certi, se non ci fosse l’ autoritario regolamento comunale, se il consigliere democratico Boggia avesse votato come il suo partito il  colpo per l’ Amministrazione alparoniana sarebbe stato pesante.




domenica 4 marzo 2012

BERLUSCONI

Silvio Berlusconi, intervenendo da padre-padrone al congresso provinciale di Milano del Partito del Popolo delle Libertà ha esternato le sue proposte in vista delle elezioni politiche, il dopo Monti. 
Fra l'altro  ha sondato la sua platea proponendo non un altro Partito <"sarebbe da pazzi" ha affermato> ma di trovare un altro nome . Lasciando la decisione al congresso nazionale, bontà sua, ha sentenziato che l'attuale denominazione "non commuove" e da subito, con un nuovo inno  ha  deliziato i congressisti sotterrando il precedente. 

A Noi tutti è noto come Silvio Berlusconi ha costituito e denominato  il suo Partito attuale. E bastato salire sul predellino di un automobile.  


BERLUSCONI E IL NOME DEL SUO NUOVO PARTITO

Con la costituzione del governo Monti e dopo il  catastrofico  governo  PDL-LEGA nord , Berlusconi si è trovato nella necessità di darsi una nuova  veste, una nuova immagine in grado di cancellare dalla memoria degli italiani gli anni del governo a sua guida.
L' operazione della smemoria deve servire anche a giustificare il sostegno al governo Monti, definito inizialmente illegittimo e la possibilità di cambiamenti strategici nelle alleanze con gli altri Partiti. In primis l'alleanza, anche  alle prossime elezioni locali amministrative, con la Lega nord di Umberto Bossi. 

Noi vogliamo portare all'attenzione dei cittadini il modo come l'uomo di Arcore disfa e ricuce un' organizzazione politica a sua immagine e somiglianza. L'individualismo portato al massimo senza alcun riferimento ideale e politico. 

La politica proposta come una qualsiasi merce. Come un fustino di detersivo.













giovedì 1 marzo 2012

ANPI


                                                                 

Paderno Dugnano, 29/02/2012
COMUNICATO STAMPA della Sezione ANPI di Paderno Dugnano
La Sezione ANPI “ A. Cazzaniga” di Paderno Dugnano a seguito dell’annuale assemblea, svoltasi il
5 febbraio scorso, ha rinnovato il Comitato direttivo ed in seguito proceduto all’elezione delle
cariche esecutive. Sono risultati eletti, come da statuto, i soci partigiani Angelo Villa Presidente
onorario, Gildo Negri Presidente e Elena Gozzer Vicepresidente.
Il Comitato direttivo, assume e sostiene l’ ordine del giorno approvato al congresso e i documenti
approvati dai Comitati provinciale milanese e nazionale.
Il Comitato direttivo, a seguito dei fatti avvenuti durante le celebrazioni del giorno della Memoria a
Nova Milanese, ribadisce l’impegno per garantire ai popoli israeliano e palestinese all’esistenza,
la fine del conflitto, all’ autonomia e all’autodeterminazione.
Il Comitato direttivo esprime indignazione e preoccupazione per la campagna che taluni organi di
stampa, persone e istituzioni hanno condotto strumentalizzando le dichiarazioni personali alle prese
di posizione ufficiali assunte dall’ ANPI.
La Sezione ANPI di Paderno Dugnano ricorda l’operato, gli interventi, le iniziative proprie o
organizzate in collaborazione con l’ Amministrazione comunale e con altre istituzioni pubbliche.
La nostra Storia in decenni di attiva presenza, assicura l’impegno, innanzitutto per le nuove
generazioni, a combattere il fascismo e il razzismo, in tutte le sue forme e per la piena realizzazione
della democrazia repubblicana.
L’ANPI auspica la più ampia collaborazione da parte di tutti coloro i quali condividendo i contenuti
democratici sanciti dalla nostra Costituzione e nello spirito dell’Antifascismo, credono che detti
valori praticati nel quotidiano, contribuiscano a migliorare la qualità della vita di ogni cittadino
consapevole.
ANPI SEZ. A. CAZZANIGA