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domenica 30 dicembre 2012

ULTRAS BOCCONIANI


Gli ultras bocconiani Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sono intervenuti sul Corriere della  Sera del 27 dicembre con un editoriale dal titolo "Troppo stato in quell'agenda"  e con sottotitolo "L'intervento pubblico da ridurre". L'agenda in questione si tratta del Presidente del Consiglio  dei Ministri  Professor Mario Monti, ex rettore dell'università privata Bocconi di Milano.
Si tratta di uno scontro all'interno di una "scuola" di economia che governa e gestisce l'attuale fase storica in Italia. 
Nel suo settimanale editoriale, oggi, su "Repubblica" il fondatore del quotidiano Eugenio Scalfari liquida  l'intervento del duo Alesina-Giavazzi con poche frasi, in un post scriptum, sintetizzate con 
" Si tratta di vecchi temi del liberismo classico", "ultras bocconiane".

Noi riteniamo utile analizzare, approfondire l'analisi del duo ultras bocconiano. L'articolo in prima pagina del "Corriere" dimostra che le tesi del duo ultras bocconiano sono condivise da ampi settori della politica e dell'economia. Pensare a semplice gara fra gli economisti di scuola bocconiana ci pare riduttivo. Sicuramente quanto scrivono Alesina e Giavazzi sono le basi costitutive dello stesso governo uscente, di cui il secondo era parte attiva, del possibile governo Monti-bis.

Cosa propongono Alesina e Giavazzi,  limitandoci nell'evidenziare i passi salienti del loro intervento 
a) "Per diminuire in modo significativo la spesa pubblica, e quindi consentire una flessione altrettanto rilevante della pressione fiscale, è necessario ridurre lo spazio che lo Stato occupa nella società, cioè spostare il confine fra attività svolte dallo Stato e dai privati. Limitarsi a razionalizzare la spesa all'interno dei confini oggi tracciati (la cosiddetta spending review) non basta. 
b) "Spostare il confine fra Stato e privati, restringendo lo spazio occupato dallo Stato, richiede alcune decisioni importanti. Cominciamo dalla sanità. Con l'invecchiamento della popolazione la spesa sanitaria è diventata un bomba a orologeria per le finanze pubbliche, un problema non solo nostro ma di tanti Paesi avanzati. L'offerta di servizi sanitari in Italia è per lo più gestita dallo Stato: l'area occupata dai privati è limitata, spesso di qualità inferiore ai servizi offerti dagli ospedali pubblici, con rapporti poco trasparenti (spesso vera e propria corruzione) con l'amministrazione. Esistono tuttavia centri privati eccellenti, sia per efficienza che per qualità e trasparenza. La prima cosa che il prossimo governo potrebbe fare è convocare gli imprenditori che gestiscono queste strutture e capire come riprodurle in altre regioni."
c) "Lo stesso può accadere per l'università. Oggi l'università è pubblica e funziona male. È finanziata da tutti i contribuenti, ma frequentata soprattutto dai più ricchi. È un sistema che trasferisce (con grandi sprechi) reddito dai poveri ai ricchi. Perché non far pagare le rette universitarie in modo meno regressivo? Ci spiace parlare della nostra università, ma la Bocconi non riceve sussidi pubblici, si finanzia con rette scolastiche che sono modulate in funzione del reddito, ed è uno dei pochi atenei italiani che non fa brutta figura nelle classifiche internazionali. Riprodurre questo modello altrove non è impossibile.
d) "Il programma di Monti si occupa esplicitamente di famiglia e di occupazione femminile, ma anche qui proponendo di allargare lo spazio occupato dallo Stato: «Va incoraggiata la più ampia creazione di asili nido». La soluzione non è questa, bensì, come lo stesso programma indica in un altro punto, detassare il lavoro femminile e lasciare che le famiglie decidano come meglio credono la cura dei figli.

Gli ultras bocconiani, criticando l'agenda Monti, affermano che il programma sia "troppo Stato-centrico e non punti abbastanza al ridimensionamento dell'intervento pubblico" e rischia di nascondere agli italiani la gravità del problema".

Eugenio Scalfari ha ragione quando ricorda i primordi dell'ideologia liberista, riferendosi a  "quasi duecento anni di storia del capitalismo e della democrazia.". Egli non ricorda ai suoi lettori che ancor oggi si dibatte e si scontrano queste idee e che siamo in una fase storica economica in cui prevalgono le tesi che sono state denominate neoliberiste. Tanto nuove da essere vecchie di duecento anni. Il  fondatore di "Repubblica" evita di soffermarsi sulla sostanza dell'articolo del duo probabilmente perchè sa che specialmente su sanità, pensioni e occupazione femminile si gioca una partita che diremmo storica. Tornare a duecento anni fa è possibile e il duo ultras bocconiano è interprete in prima fila.
Per quanto ci concerne il nostro programma di governo e per cui lavoriamo, chiedendo il consenso, è proprio l'esatto contrario di quanto affermano il duo e il loro ex rettore Monti Mario.



sabato 29 dicembre 2012

RIVOLUZIONE CIVILE CON INGROIA
























Oggi, a Roma,il candidato premier Antonio Ingroia ha ufficializato la nascita di ''Rivoluzione civile', l'alleanza fra i gruppi,associazioni e partiti di Sinistra.
Il PdCI e' parte attiva e' importante, assieme al PRC e IdV, Verdi  e numerose associazioni e personalità.
In allegato trasmettiamo il video della conferenza stampa  di Antonio Ingroia:
 



martedì 25 dicembre 2012

PRIMARIE CANDIDATI



Il 29 dicembre si terranno le "primarie" del Partito Democratico e del partito di Niki Vendola, Sinistra,Ecologia e Libertà, per i candidati alla Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Gli aventi diritto, oltre agli iscritti, sono tutte le elettrici e gli elettori che hanno partecipato alle "primarie" nazionali del 25 novembre scorso.
Noi Comunisti italiani abbiamo sostenuto al primo turno lo stesso Presidente di S.E.L. Niki Vendola e al secondo turno il Segretario democratico Luigi Bersani.
L'obbiettivo che vogliamo raggiungere è che il centrosinistra tutto vinca le elezioni politiche e anche le regionali lombarde, sconfiggendo le politiche neoliberiste dei governi Monti e Berlusconi.
Abbiamo chiesto al Partito Democratico di allargare l'alleanza dei progressisti senza innalzare steccati ideologici e tabù programmatici. Steccati e tabù che potrebbero determinare la sconfitta elettorale, sicuramente politica del centrosinistra, ridotto al solo PD e a S.E.L..
Con lo stesso orientamento, siamo per sostenere il partito di Vendola. Infatti nel programma vendoliano la cosidetta agenda Monti è oggetto di forti contrarietà e critiche.
Per ciò invitiamo gli elettori del centrosinistra a sostenere i candidati di S.E.L. e per il nostro territorio indichiamo ROBERTO IMBERTI, già vicesindaco di Cinisello Balsamo e INES PATRIZIA QUARTIERI, già consigliera comunale di Milano.
Le elettrici e gli elettori di Paderno Dugnano dovranno recarsi presso la sede  di CORMANO in  via Cesare Beccaria 1 in cui potranno votare con un unica preferenza per genere, per i due rami del Parlamento.

lunedì 24 dicembre 2012

BUONE FESTE

Il Presidente della Repubblica ha decretato lo scioglimento delle Camere. La legislatura si è conclusa anticipatamente e a fine febbraio si terranno le elezioni politiche. 
Con la decisione di sciogliere il Parlamento e senza attendere i primi giorni del 2013, come aveva chiesto il comitato promotore dei referendum su art.8 e art. 18, si annulla il valore di oltre 600.000 firme che erano già state raccolte. Migliaia di banchetti, migliaia di persone che hanno dedicato il loro impegno, il loro tempo libero e al freddo, annullati dal decreto presidenziale. A loro va il nostro pensiero e il nostro ringraziamento.
Il popolo italiano non potrà pronunciarsi per abolire l'art.8 e ripristinare l'art.18.
Il silenzio dei partiti di governo la dice lunga sul degrado della democrazia in Italia.
Tuttavia, pur pagando un grosso prezzo, riteniamo utile ai  Lavoratori e al popolo italiano che il governo Monti si sia dimesso.
Ora le elezioni. I Comunisti propongono un alleanza larga per battere le politiche berlusconiane e montiane che tanto danno e dolore hanno arrecato ai Lavoratori e ai giovani.
L'augurio, per un buon 2013, è  la cacciata del prof. Monti e la formazione di un governo in cui le istanze, i bisogni dei Lavoratori siano sempre all'ordine del giorno.    


mercoledì 19 dicembre 2012

"IO CI STO"


"Io ci sto"

MANIFESTO PER LA CONVOCAZIONE DELL’EVENTO DEL 21 DICEMBRE A ROMA AL TEATRO CAPRANICA – ORE 17.30

- I promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste: economiche, sociali e culturali del governo Monti.

- L’alternativa di governo si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione.

- Abbiamo come riferimento imprescindibile la Costituzione Repubblicana, a partire dall’art. 1 secondo cui il lavoro deve essere al centro delle scelte economiche. Per noi l’Unione Europea deve diventare autonoma dai poteri finanziari con organismi istituzionali eletti dai popoli ed è fondamentale il cambiamento della Casta politica e burocratica italiana mentre lo sviluppo del mezzogiorno è l’unica scelta per unificare il Paese.

1) Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese
2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere
3) Vogliamo una scuola pubblica che abbia sia per gli insegnanti che per gli studenti il criterio del merito, con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale medico e infermieristico
4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l'eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico
5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini e la scelta della pace e del disarmo sia la strada per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese.
6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse
7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro e ripristinare il diritto al reintegro sul posto se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento
8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici e che l’informazione non sia soggetta a bavagli
9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento
10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi

Queste 10 ragioni sono la guida per un serio governo riformista e democratico.

Per realizzare i dieci obiettivi del “Manifesto” si decide di aprire il confronto con i movimenti e le forze democratiche del Paese.

Roma, 17 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

ANDREA DI STEFANO (primarie)

Buona affermazione alle primarie del centrosinistra del candidato Andrea Di Stefano a Paderno Dugnano.
154, circa il  32%, sono i voti  ricevuti da Andrea Di Stefano su un totale di 482 votanti. Il candidato Umberto  Ambrosoli ha ottenuto 236 voti (circa il 49%)  mentre la candidata Alessandra  Kustermann ha ottenuto 92 voti (circa il 19%). 
Per Andrea Di Stefano si tratta fra i migliori  risultati su base locale. Paderno Dugnano, grazie al contributo  attivo dei Comunisti italiani e della Sinistra ha permesso di raggiungere il dato positivo.
Con il limiti insiti a questo tipo di consultazione,le polemiche e le critiche, possiamo dirci soddisfatti.
Il dato è risultato buono su  tutto il territorio regionale. Sapendo che l'organizzazione della Sinistra non è adeguatamente capillare  il dato pari al 23,25% dei votanti è stato salutato positivamente.
Ora che è risultato eletto Umberto Ambrosoli si tratta di procedere unitariamente per far vincere alle imminenti elezioni regionali il centrosinistra e le istanze, i programmi, che gli elettori hanno valorizzato, sfidando anche il maltempo,  con le primarie.

venerdì 14 dicembre 2012

CARDINALE SCOLA




Grosso clamore ha suscitato "il discorso alla città" di Milano pronunziato dal Cardinale Angelo Scola alla vigilia della celebrazione del santo Patrono.
In quel discorso, in cui si dibatte sul ruolo dello Stato laico e la religione cattolica,  ravvisiamo   possibili conseguenze sul piano politico e sociale, sulle condizioni dei Lavoratori e i cittadini. 
Il discorso cardinalizio cade in una fase storica in cui al possibile rilancio dei diritti dei cittadini si contrappone la possibilità di un ritorno alle condizioni di secoli addietro.
Questa condizione si esprime con il continuo e sistematico intervento  delle gerarchie vaticane sui diritti individuali delle persone.  Dal matrimonio gay all'eutanasia, alla scuola confessionale, si vuole imporre una visione della società in funzione della religione   ai  cittadini  non credenti o di altra fede religiosa.
 Queste problematiche, conseguentemente, si intrecciano nell'attualità politica. Noi pensiamo che quest'attacco concentrico da parte della Chiesa di Roma ha già trovato alleati nel mondo  della politica. Da tempo il capo dei vescovi italiani, il cardinale  Bagnasco, interloquisce con ampi settori politici e sociali. Simposi e riunioni segretate con esponenti della Confindustria , del CISL e i partiti  ritenuti cattolici sono all'ordine del giorno. In tempo reale si dichiara la fiducia per una riedizione del governo Monti. 
Sono i segnali di un grosso cambiamento e di scelte politiche che determinerà il futuro del nostro Paese.
In seguito pubblichiamo un interessante intervento del costituzionalista prof. Stefano Rodotà in cui queste  brevi considerazioni possano diventare patrimonio di tutti.(n.d.r.)


di Stefano Rodotà, da Repubblica, 13 dicembre 2012 

Alla vigilia di un anniversario simbolico, i millesettecento anni dell’Editto di Costantino, il cardinale di Milano ha mosso una critica radicale alla laicità dello Stato, rivendicando l’assoluto primato della libertà religiosa e sottolineando i rischi che essa corre nel tempo che viviamo. Lo ha fatto costruendo un modello di comodo, di cui Vito Mancuso ha bene messo in luce le omissioni poiché, tra l’altro, non si fa parola delle persecuzioni alle quali proprio i cristiani sottoposero i fedeli di altre religioni. Quell’“inizio della libertà dell’uomo moderno”, che l’Editto di Costantino avrebbe aperto, in realtà ha avuto altri inizi e altre traiettorie. Si dovrà attendere il Rinascimento, con la sua esclamazione “magnum miraculum est homo”. Si dovrà attendere l’affermazione piena della libertà che trovò la sua tavola nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, vero concilio laico quasi due secoli prima del Vaticano II, che aprì le vie per la libertà di tutti. 

Se oggi vogliamo discutere di laicità, non possiamo ignorare tutto questo, né rifugiarci in una visione caricaturale della laicità attribuita al suo modello francese. Viene da chiedersi la ragione di un riduzionismo così poco accorto da parte di un prelato non sprovvisto di cultura e visione storica. Un interrogativo che merita qualche riflessione, proprio perché oggi il principio di laicità dello Stato si confronta con un nuovo bisogno di sacro che percorre le nostre società e, insieme, si presenta come ineludibile punto di riferimento di fronte alla “nuova intolleranza religiosa” (è il titolo dell’ultimo libro di Martha Nussbaum). Se questo è un itinerario per individuare equilibri adeguati tra religione e Stato, il cammino indicato da Angelo Scola non è certo quello che consente una discussione utile.

Come viene rinverdita la critica alla secolarizzazione? Partendo da due premesse. Dice Scola: «se la libertà religiosa non diviene libertà realizzata posta in cima alla scala dei diritti fondamentali, tutta la scala crolla». E aggiunge: «fino a qualche decennio fa si faceva riferimento sostanziale ed esplicito a strutture antropologiche generalmente riconosciute, almeno in senso lato, come dimensioni costitutive dell’esperienza religiosa: la nascita, il matrimonio, la generazione, l’educazione, la morte».

Il primato della libertà religiosa individua così una forma di Stato che nel fattore religioso trova l’unica legittimazione possibile. Questo vuol dire che lo Stato non può essere individuato come spazio di convivenza di opinioni e credenze diverse, secondo la versione che la laicità è venuta assumendo, con l’abbandono una laicità puramente “oppositiva” nei confronti della religione.

E, parlando di strutture antropologiche, in realtà ci si riferisce ai molti no che la Chiesa ha pronunciato: no alla procreazione assistita; no al riconoscimento giuridico di forme di convivenza diverse dal matrimonio eterosessuale; no alla scuola pubblica come struttura essenziale per la conoscenza e l’accettazione dell’altro; no al testamento biologico.
In queste posizioni vi è più che una ripulsa della laicità. Vi è la negazione della libertà della coscienza e l’affermazione che la definizione dell’antropologia del genere umano è prerogativa della religione. Non siamo di fronte a una discussione dei temi complessi della secolarizzazione, ma al programma di una restaurazione impossibile, dunque destinato non a promuovere dialogo, ma conflitti intorno alla ritornante affermazione di valori “non negoziabili”.

A proposito di antropologia, vale la pena di ricordare la critica di Zygmut Bauman alla tesi secondo la quale, nella fase premoderna, fosse la religione a dare senso alla vita. È dunque una acquisizione storica e culturale quella che riguarda la forte presa della religione cattolica sui temi dell’etica, non un dato indissolubilmente legato al fattore religioso. Con il trascorrere del tempo, quel legame è stato sciolto grazie all’ampliarsi della riflessione etica e al sorgere di una nuova antropologia, prodotta dalla rivoluzione scientifica e tecnologica. Contro questa antropologia si leva la difesa della “natura” impugnata da un fondamentalismo religioso che mostra non tanto una attitudine antiscientifica, quanto piuttosto una incapacità di comprendere le nuove dimensioni del mondo e dell’umanità. È proprio il pensiero laico, invece, a forgiare gli strumenti perché non ci si arrenda ad una deriva tecnologica, con la sua capacità di garantire l’umano attraverso i principi di eguaglianza e dignità, di autodeterminazione della persona.

Non è vero, peraltro, che la dimensione istituzionale sia posseduta soltanto da un riconoscimento della libertà religiosa come fatto squisitamente individuale. L’articolo 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea afferma che alle persone appartiene la «libertà di manifestare la propria religione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato». La piena laicità di questa affermazione consiste nel fatto che non siamo di fronte a un privilegio o ad una supremazia, ma ad una libertà che si misura con tutte le altre. L’opposto della ricostruzione del cardinale Scola della laicità come imposizione di un unico punto di vista, mentre essa è un metodo che permette a tutti i punti di vista di convivere in modo fecondo, offrendo proprio alla religione la più civile delle garanzie.

(13 dicembre 2012)

giovedì 13 dicembre 2012

ANDREA DI STEFANO


Dichiarazione di Mauro Anelli Capogruppo consiliare PdCI/PRC Federazione della Sinistra al comune di Paderno Dugnano

Sabato prossimo si terranno le Primarie per scegliere il candidato del centrosinistra che si presenterà alle prossime elezioni regionali della Lombardia. Voterò e farò votare Andrea  
 Di Stefano perché finalmente grazie solo ad una buona, trasparente e competente politica si potrà ritornare dopo 18 anni formigoniani, a governare la Lombardia, regione pilota del nostro Paese ed in un’Europa che vogliamo sempre più unita, democratica ed inclusiva. 
Il programma proposto sulle politiche per il lavoro, per il territorio, per la sanità e per la scuola, tematiche non generiche ma specifiche sulle competenze regionali, garantiscono a tutto il  centro sinistra la “diversità” progettuale tanto auspicata dai cittadini. Andrea Di Stefano può e deve diventare il nostro punto di riferimento!
Mauro Anelli

Importanti adesioni e sostegno alla candidatura di Andrea  Di Stefano anche fra gli elettori, gli iscritti al Partito Democratico. Fra gli altri ricordiamo Stefano Boeri, assessore della giunta di Pisapia, Carlo Monguzzi già consigliere regionale per i Verdi.
Nel video seguente le dichiarazioni  pro Andrea Di Stefano di elettrici ed elettori del PD



PIAZZA FONTANA

          


Alle 16,30 di mercoledi 12 dicembre 2012 si sono dati appuntamento. in piazza Fontana, le forze politiche, sociali e istituzionali milanesi per commemorare le vittime della strage fascista di 43 anni fa.    Il Comune di Paderno Dugnano ha inviato una rappresentanza ufficiale con il  gonfalone, guidata dal consigliere comunale MAURO ANELLI Capogruppo di PdCI/PRC Federazione della Sinistra.

Presenti oltre alle rappresentanze istituzionali dei comuni della provincia il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia,  e il Presidente Guido Podestà. Il Sindaco di Milano ha affermato "Sono trascorsi 43 anni, ma quel pomeriggio ha segnato la storia della nostra città e dell'intero Paese. Quel giorno a Milano, nel centro della nostra città, la nostra democrazia ha subito una ferita profondissima che ancora oggi non si è rimarginata, anche perché le 17 vittime e gli 88 feriti non hanno avuto giustizia e verità: la giustizia che meritavano e la verità che è dovuta a loro, ai loro familiari e a tutto il Paese". In piazza Fontana inoltre erano presenti esponenti dell'Anpi e della Camera del lavoro di Milano, la Cgil Lombardia e anche i tre candidati alle primarie del centrosinistra di sabato 15 dicembre per scegliere il candidato al Pirellone: Umberto Ambrosoli, Andrea Di Stefano e Alessandra Kustermann.
Il segretario nazionale del  Partito dei comunisti italiani/FdS Oliviero Diliberto ha diffuso un comunicato stampa in cui afferma : "Oggi è il 12 dicembre, lo stesso giorno in cui 43 anni fa una bomba scoppiava in piazza Fontana uccidendo 17 persone e dando inizio a quella che purtroppo conosciamo come strategia della tensione. Tanto tempo è passato da allora e siamo ancora in cerca della verità, una verità che esiste e che noi non ci rassegniamo a consegnare all’oblio. Sapere che possono esistere verità nascoste che vengono celate per occultare responsabilità terribili ci riempie di angoscia. Ma ci dà anche la forza di andare avanti, per cercare giustizia con una rinnovata volontà.". Il discorso di Carlo Arnoldi, presidente dell'Associazione delle vittime di piazza Fontana, che ha letto anche un messaggio da parte di Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi. ha sottolineato che "Sono passati 43 anni, ma per noi è come se fosse ieri. Abbiamo passato la maggior parte di questi anni nelle aule di tribunale, per avere infine una sentenza definitiva che ha sancito l'assoluzione di tutti gli imputati". L'assoluzione giudiziaria degli imputati fascisti, grazie a depistaggi omissisis degli organi dello Stato e interferenze internazionali, non assolve, storicamente, il ruolo e la funzione antidemocratica e antipopolare che  costoro hanno avuto in Italia.   

  

martedì 11 dicembre 2012

ANDREA DI STEFANO

Sabato 15 dicembre è il giorno delle "primarie" del centrosinistra lombardo. A Paderno Dugnano si organizzerà un unico seggio, in via Martin Luther King, presso la sede del Partito Democratico in località Cassina Amata.
Il Partito dei Comunisti italiani di Paderno Dugnano sarà presente al seggio con propri rappresentanti a sostegno della candidatura del Professor  Andrea di Stefano.
Ricordiamo che il candidato Andrea Di Stefano è sostenuto da un ampio fronte di forze politiche sociali, ambientaliste e da importanti nomi della cultura e dell'informazione.
Siamo convinti che con la candidatura di Andrea Di Stefano si può iniziare un nuovo ciclo della vita della Regione  Lombardia in grado di valorizzare l'istituzione e ridare ai cittadini lombardi i diritti che la gestione Formigoni ha svuotato di contenuto. In particolare l'avvento della politica dei voucher ha permesso un rastrellamento di risorse a favore delle imprese private e confessionali.
                     VOTIAMO E SOSTENIAMO
ANDREA DI STEFANO   PER   "UN'ALTRA LOMBARDIA" 

PUBBLICHIAMO IN SEGUITO, LA DICHIARAZIONE A RADIO POPOLARE


sabato 8 dicembre 2012

ANDREA DI STEFANO





Grande partecipazione di pubblico all'assemblea con il candidato alle primarie lombarde  Andrea Di Stefano,organizzata dal Partito dei Comunisti italiani.
Puntualmente il candidato si e'presentato al cospetto di cittadine e cittadini intervenuti all'assemblea.Dopo una breve introduzione, in cui si e' spiegato la base del programma per un'altra e nuova Regione Lombardia, il candidato si e' sottoposto alle domande degli intervenuti. Ampio l'arco delle domande: ruolo dell'ente regionale,competenze e ruoli, trasporti e vivibilita', ambiente e urbanistica, commercio e sviluppo e particolarmente sentito il tema sulla scuola e della formazione professionale. Non meno vivace e' stato il dibattito sui poteri forti, specie in sanita' e sulla politica delle persone e delle famiglie. A tal riguardo  il candidato della Sinistra ha riservato pesanti critiche al ruolo  e al potere  economico della forte componente cattolica in capo a Comunione e Liberazione.
Per chi vuole saperne di piu' clikkare sulla diretta twitter di https:/twitter.com/PADERNO_PdCI 

ANDREA DI STEFANO




Presentazione del candidato alle primarie del centrosinistra  lombardo per la Sinistra, comunisti e ecologisti, ambientalisti.
Il PdCI lombardo promuove un incontro con
ANDREA DI STEFANO 
sabato 8 dicembre dalle ore 18,00 presso                    l' ARCI UMANITARIA 
di via Solari 40 (tram 14) Milano