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lunedì 29 aprile 2013

CHE FARE?



L'ex Sindaco di Paderno Dugnano Gianfranco Massetti ha divulgato  alcune proprie riflessioni, che riportiamo integralmente, dopo i giorni di passione politica e istituzionale che hanno portato alla rielezione a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano e alla nomina a Presidente del Consiglio dei Ministri di Enrico Letta, capo di una coalizione PD-PDL-montiani. La riflessione di Massetti dovrà essere integrata alla luce del programma di governo esposto poche ore fa dal nuovo Primo Ministro. Sapremo in merito i suoi giudizi. Per quanto riguarda la sua ci permettiamo di far sapere al Caro Gianfranco che comprendiamo e condividiamo il suo disappunto, la sua  delusione e il suo rammarico per l'esito post elettorale. 
Noi, comunisti italiani, abbiamo contribuito e lavorato affinchè dalla crisi politica ed economica che attanaglia il Paese si potesse uscire al più presto. Abbiamo criticato ciò che non ci piaceva pur lavorando per costruire una centrosinistra ampio e condiviso. Purtroppo la "vocazione maggioritaria" tanto cara a Veltroni e al suo pupillo Renzi ha determinato  lo sbocco in cui ora ci troviamo.  Nel volgere di poche settimane il risultato delle primarie (candidatura a priemer di Luigi Bersani) è stato stravolto e rinnegato, non solo a causa  del deludente risultato elettorale  ottenuto dalla coalizione PD-SEL. 
Che fare è la domanda che pone Massetti. Per Noi comunisti italiani, rifondazione comunista e il Partito Democratico a breve  saranno convocati i relativi congressi. Degli esiti, oggi, non possiamo sapere innanzitutto per la varietà di opinioni e propositi fra i Partiti e nei Partiti.  Pensiamo a nuovi e ulteriori sommovimenti del quadro politico. Proprio per questa ultima considerazione riteniamo fuorviante il rifugiarsi in una apologia padernodugnanocentrica.
Condividiamo e sosteniamo i propositi per una città "più vivace,più moderna, più dinamica, più verde, più accogliente". Salutiamo l'impegno per "nessuna indulgenza" e "nessun accordo" con     l'attuale Sindaco  di centrodestra. Auspichiamo che "insieme alla società civile" si possa concordare e costruire una alleanza politica di sinistra o di centrosinistra in grado di rispondere ai bisogni e alle aspettative dei cittadini. 
Iustum et tenacem propositi virum.

Dopo Letta      Che fare?           
Io sono e resto un uomo di sinistra e credo che la rottura del PD sia un ulteriore disastro che si aggiunge al disastro già fatto. Parto da qui.
Forte è stata la delusione per l’esito elettorale e per la gestione delle settimane dopo il voto. Il risultato è che oggi il PD è un partito meno autonomo, più dipendente da Napolitano e condizionato da Berlusconi e da Renzi. Un partito meno di sinistra e più lontano dai fermenti di cambiamento.  
L’occasione per mettere fuori gioco il centro destra è andata in frantumi per responsabilità del PD e anche del M5S.La responsabilità è del PD per come è, non solo di Bersani.   Il PD non era in grado né di fare un accordo con M5S né di votare Rodotà: pena la sua rottura. L’istinto di conservazione del PD, e dei suoi potentati, ha portato alla paralisi del paese.
Così adesso il centro sinistra non esiste più.
Rotti i ponti con Sel, il Psi e con tutti i movimenti della società civile. Un pallido ricordo “L’Italia bene comune”.
Che fare?
La risposta è obbligata: oggi non ci sono scelte. 
Letta doveva fare un governo e l’ha fatto. Al di là delle sorprese,alcune positive,resta l’impressione di un governo bianco e blu. Il bianco della componente moderata del PD e il blu della PDL. La sinistra sembra scomparsa. 
Vedremo il programma .
Per me dovrebbe fare  poche scelte di compromesso onorevole (su economia, europa, costi della politica, riforme istituzionali) e  durare solo il tempo necessario ad espletare i compiti ad esso assegnati. 
Poi al voto e all’opposizione. Si perché perderemo le prossime elezioni con qualsiasi candidato premier, Renzi compreso.
Questo il quadro generale che, per fortuna, dipende pochissimo da noi.
Noi concentriamoci su Paderno (e sul congresso del PD).
Prima Paderno e poi il PD: queste le mie priorità.
A Paderno Dugnano non bisogna farsi condizionare dal clima del  governo Letta-Alfano.
Con Alparone nessuna indulgenza e, grazie alla legge elettorale comunale ,nessuna prospettiva di accordo.
Opposizione per difendere i cittadini e i servizi, per migliorare quello che è possibile.
Per il futuro dobbiamo e possiamo preparare, insieme alla società civile disponibile, un’altra Paderno Dugnano. 
Più vivace, più moderna, più dinamica, più verde e più accogliente.
Alla prova dei fatti il centro destra si è dimostrato incapace di governare, non ha fatto niente  e ha bloccato la crescita della città per 5 anni. 
Il futuro di Paderno Dugnano non passa da lì.
27 aprile 2013                                                            gianfranco massetti

giovedì 25 aprile 2013

25 APRILE



                                  25 Aprile 2013 a Paderno Dugnano


PADERNO DUGNANO  -  Le celebrazioni del 68° anniversario della Liberazione dal nazifascismo sono culminate nel tradizionale corteo lungo le strade cittadine con la partecipazione delle forze politiche e sociali, le istituzioni con la presenza del Sindaco Alparone, la banda e le scolaresche.  Alcuni studenti italiani originari da vari nazioni di hanno letto pensieri e poesie in italiano e nelle lingue di loro appartenenza. Oltre ai consueti discorsi delle autorità cittadine, il Presidente cittadino dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) Gildo Negri ha brevemente ricordato la mancata interessamento dell' amministrazione comunale nel sostenere finanziariamente il restauro del monumento alla Resistenza, danneggiato da vandali, posto nella piazza omonima. Il Direttivo dell' associazione dei partigiani ha lanciato una sottoscrizione popolare a cui i democratici, gli antifascisti dovranno sopperire alla latitanza del Sindaco e Della sua Giunta, "per la riaffermazione degli ideali della Resistenza"




mercoledì 24 aprile 2013

25 APRILE







25 aprile 2013, 68°anniversario della Liberazione dal nazifascismo.Quest'anno le celebrazioni del 25 aprile  avveranno dopo le elezioni politiche anticipate e l'elezione del ''nuovo''Presidente della Repubblicaal culmine di una grave crisi politica e istituzionale.
In queste ore si stanno decidendo le sorti di un governo futuro.Sorti determinate dall'incapacità del Partito Democratico,beneficiario di un super bonus di seggi, di far eleggere un nuovo Presidente della Repubblica condiviso dagli italiani ma non voluto dall'uomo di Arcore. Alla rielezione di Napolitano, il PD e il PDL hanno calpestato i dettami costituzionali oltre alla negazione di quanto   loro stessi hanno affermato. Il governo che verrà, in queste ore è stato dato l'incarico a Enrico Letta (PD), nipote di Gianni Letta (PDL), ha come scopo prioritario cambiare la Costituzione. Cambiare, meglio affossare, la Costituzione nata dalla Resistenza,per legittimare quanto la destra,i suoi accoliti, da sempre preferiscono. L'ipotesi presidenzialista, cara ai Berlusconi, di fatto è stata perseguita dall'uscente e rientrante Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Noi Comunisti italiani l'onere di difenderr i valori, i dettami democratici della nostra Costituzione.Innanzi tutto con il riaffermazione del principo una testa un voto. Le truffe elettorali maggioritarie hanno fallito nel ricercare la governabilità a scapito di partecipazione piena dei cittadini.

domenica 21 aprile 2013

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Pubblichiamo alcune dichiarazioni di esponenti politici, oscurati dai media,  dopo la rielezione di Giorgio Napolitano a Capo dello Stato:
                                               Oliviero Diliberto (PdCI):
"Si è stabilito un precedente inaudito con la rielezione del medesimo Capo dello Stato che di fatto muta la natura della nostra Costituzione. Per giunta quale frutto di un patto tra centrodestra e Pd che rende cupo il quadro politico in vista del prossimo Governo. Prepariamoci ad una dura e ferma opposizione". Lo afferma Oliviero Diliberto del Pdci.
Paolo Ferrero (PRC): "La richiesta a Napolitano di continuare a fare il Presidente della Repubblica è un golpe bianco, una operazione reazionaria a favore dei poteri forti propedeutica ad un nuovo governo di larghe intese, contro il popolo italiano e contro la democrazia". 
Niki Vendola (SEL) : "un secco no". "Noi non ci stiamo". "Silvio Berlusconi è il vero vincitore di questa partita". "Dalla vicenda del Quirinale esce fuori forte l'ipotesi del Governo delle larghe intese"." E' in corso la stesura della tela delle larghe intese, è sotto gli occhi di tutti. Sta vincendo l'ipotesi restauratrice rispetto a quella riformista".
Fabrizio Barca (PD):  “Incompresibile il mancato appoggio del Pd a Rodotà"
Debora Serrachiani (PD): "Napolitano è un uomo con l'Italia nel cuore ma si doveva rinnovare»... «un troppo largo pezzo della politica italiana non si è dimostrato all'altezza del momento: l'interesse delle fazioni è sempre venuto prima e solo l'autorevolezza e generosità di Napolitano hanno regalato la soluzione che i partiti non hanno saputo costruire."
Oscar Figus (PD Paderno Dugnano):"In qualità di rappresentante cittadino del PD sento il dovere di porre a tutti Voi delle scuse."


sabato 20 aprile 2013

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

l'inciucio PD-PDL
Diabolico. E’ l' aggettivo  per definire questa perserveranza del Partito Democratico nel cimentarsi in una sfilata di errori che sono così palesi e così individuabili a riguardo l’elezione del nuovo Capo dello Stato.
Come si fa a non percepire che l’accordissimo PDL-PD-MONTI avrebbe scontentato – a dir poco – la base dello stesso PD, la Sinistra e moltissima gente che aveva sperato in un cambiamento almeno ai massimi vertici della Repubblica?
Come ha fatto Bersani e il gruppo dirigente del partito fondato anche da Romano Prodi a non riuscire a controllare quell’unanimità di voti che era venuta fuori l’altra sera dall’assemblea dei grandi elettori democratici proprio sul nome del già due volte trionfatore alle elezioni politiche sul cavaliere nero di Arcore?
Queste domande banali lasciano sconcerti, perché errare è umano ma, per l’appunto, perseverare diventa diabolico. E ora si rischia la tragicommedia.
Il nome di Stefano Rodotà  rappresenta insieme la tensione emotiva popolare di cambiamento che viene espressa sia nelle vie e nelle piazze di Roma, davanti al Parlamento, sia su una valanga di messaggi sui social network.
Ma tutto questo al PD non basta. si spende il nome di Prodi, dopo il no a Franco Marini, anche per ricomporre anche l’unità con Nichi Vendola e il suo Partito.
Vendola si allinea e vota contrassegnando i consensi per Prodi. Alla conta a Prodi Presidente della Repubblica mancano 109 voti. 100 "Franchi" tiratori  affondano il professor Prodi.
In quarantotto ore il PD è passato dall’accordo con Berlusconi alla rottura, dalle parole di divorzio di Vendola ad un nuovo accordo con lui, dando la dimostrazione di non sapere veramente che fare e di procedere per tentativi dimenticando primarie e alleati. Incredibile!

L'epilogo in queste ore con la rielezione di Giorgio Napolitano.

Salutiamo il capo dello Stato rieletto. Noi avremo preferito Stefano Rodotà.
PRIMARIE A PADERNO DUGNANO (un secolo fa! sic!)


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO



giovedì 18 aprile 2013

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Circa mezzora fa si è concluso il primo scrutinio per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica italiana. Il risultato è la trombatura del candidato di Partito Democratico e del partito di Berlusconi Franco Marini. Al raggiungimento del quorum richiesto sono mancati 200 voti, in gran parte provenienti dal PD. All' assemblea dei grandi elettori democratici e di SEL, ieri sera si era determinata una maggioranza favorevole alla proposta di eleggere Marini Presidente con una forte minoranza contraria, assenze e la fuori uscita dalla sala dei parlamentari vendoliani. Oltre a ciò si è mobilitato l'elettorato del centrosinistra via web  e in piazza.
Per Bersani una catastrofe annunciata. Catastrofe regolarmente avvenuta nell'aula di Monte citorio.
Cosa faranno vedremo. Le prime notizie di fonte democratica annunciano una serie di schede bianche per prendere tempo e verificare altre soluzioni.
Comunque vada, sia se sarà eletto Marini sia se eletto il candidato di M5S Stefano Rodotà, personalità che è sostenuto anche  dai rappresentanti di  SEL e che avremo votato Noi Comunisti se presenti in Parlamento, per il partito Democratico si porrà la domanda di come proseguire la legislatura. 
Bersani e il suo partito nel volgere di pochi mesi è passato dagli allori delle primarie al fondo di un accordo segreto con l'uomo di Arcore. Nel far di poco più di un anno Bersani e il suo PD hanno permesso a Berlusconi  di rinascere dai lanci delle monetine in piazza del Quirinale a diventare determinante per il nuovo governo.
Riteniamo che breve sarà il futuro di Bersani. Breve sarà la legislatura. Quanto è avvenuto in queste ore presagisce altri e nuovi sommovimenti. Nel Partito Democratico il vocabolo scissione è spesso usato dai dirigenti. Sicuramente la coesistenza forzosa, artificiale in un unica organizzazione comincia a dare frutti indigesti anche agli stessi sostenitori. A questo aggiungiamo  la coercizione , l'artificialità degli esiti della legge elettorale vigente, stravolgente la volontà degli elettori.
Una parte di questi lavora ad un progetto nuovo, a un nuovo Partito di sinistra. Pensiamo al Ministro uscente Fabrizio Barca che, recentemente ha pubblicato il suo pensiero, pone l'esigenza di un Partito collocato a sinistra e non di centrosinistra generico,( lo ricordiamo a coloro che non interessa la disquisizione letterale del vocabolo centrosinistra con il trattino o senza......)  un Partito del lavoro e dei lavoratori. 
Noi Comunisti ci adopereremo per la migliore condizione politica per difendere e rappresentare i Lavoratori e la democrazia repubblicana. Al nostro operare si aggiungerà un nuovo partito di sinistra saluteremo con favore questa evenienza. 

mercoledì 17 aprile 2013

CENTROSINISTRA

L'esito delle elezioni politiche è noto. Perde voti il Partito Democratico ma grazie al perverso sistema elettorale guadagna il 55% dei seggi alla Camera dei Deputati mentre al Senato, la stessa perversione, non permette di fare altrettanto. Il partito di Berlusconi recupera consensi senza sorpassare il PD, pur perdendo milioni di voti. La novità è l'arrivo in massa del Partito di Beppe Grillo con oltre cento parlamentari.
Risultato uno stallo politico e istituzionale che si protrae da circa due mesi con possibilità di ulteriore rinvio sine die per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
L'importanza di questa elezione è stata da subito avvertita. I migliori pronostici indicavano la fine di un ciclo politico e l'inizio di uno nuovo. Le elezioni politiche di febbraio 2013 hanno archiviato, di fatto, i parametri costitutivi della cosidetta seconda repubblica. Vittima illustre, che Noi non rimpiangiamo,il  bipolarismo con la sua gabbia contenitiva di opzioni politiche incompatibili ed opposte.
Il quadro politico si è modificato profondamente.  I colpi della crisi economica in atto sono più pesanti con il crescente numero di disoccupati e chiusura di attività produttive.
Lo stallo è conseguente anche per questo stato di cose. Che fare? Appena eletto il nuovo Presidente della Repubblica (antifascista magari!) bisogna verificare immediatamente se sussistono le condizioni per formare un nuovo governo. Se non possibile, la parola agli elettori è doveroso. Elezioni da convocare per la prossima estate o al massimo per l'autunno. 
Per tale evenienza bisogna, da subito, lavorare per costituire un centro-sinistra  senza discriminazioni, rispettoso pienamente di tutti gli elettori che alle primarie hanno sostenuto Bersani. La coalizione dei Progressisti, allargata a tutta la Sinistra, è l'unica in grado di fronteggiare il ritorno in massa dei Berlusconi e dei grillini.
Riteniamo utile questa impostazione anche in sede locale. Ribadiamo che Noi comunisti italiani lavoriamo per un centro-sinistra  più largo, coscienti della responsabilità e della necessità  di rispondere ai bisogni dei Lavoratori e ai cittadini tutti. Ricordando quanto da Noi affermato da tempo  ( http://padernodugnanopdci.blogspot.it/2012/08/vacanze-e-i-compiti.html)
proponiamo che a breve si pubblicizzi l'intento comune a costruire l'alleanza amministrativa che dovra' governare la città nei prossimi anni..