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martedì 18 giugno 2013

CONGRESSO PdCI



"Dal documento politico per il 7º Congresso (straordinario) del PdCI


1-Un congresso straordinario 
La scelta di convocare un congresso straordinario sorge dalla crisi profonda di consenso politico e di radicamento sociale dei comunisti e della sinistra (evidenziata anche dai risultati elettorali del febbraio e del maggio 2013) che non ha precedenti nella storia repubblicana del nostro Paese, e che è tanto più grave in quanto va in senso inverso rispetto alla ripresa che si verifica invece nella maggior parte dei paesi europei. 
Non si tratta di un congresso per discutere di tutto: dobbiamo concentrare l'attenzione sulle novità della situazione italiana ed europea degli ultimi due anni e sui nodi dirimenti della riorganizzazione politica dei comunisti e della sinistra in Italia."

I materiali congressuali, il regolamento e i tempi si possono consultare sul sito:
http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=8853

lunedì 10 giugno 2013

BALLOTTAGGI

Mentre assistiamo alle esequie del Maggiore La Rosa, morto in Afghanistan in una missione di "guerra umanitaria", scorrono i dati delle elezioni amministrative in tante città dell'Italia. Il centrosinistra prevale in tutte le città capoluogo.
Roma,Brescia,Treviso, Siena,Avellino,Ancona,Imperia e tante altre importanti città italiane hanno Sindaci espressione della coalizione di centrosinistra.
Anche nelle città più piccole ma altrettanto importanti come la vicina Cinisello Balsamo o la brianzola Carate Brianza, il risultato è il medesimo:vince la coalizione di centrosinistra.
Al brindisi della vittoria della coalizione di centrosinistra occorre rilevare il dato in aumento dell'astensionismo.
Il dato ormai supera ampiamente il 50%.
L'astensionismo ai ballottaggi supera di oltre otto punti il dato già negativo delle politiche e del primo turno elettorale amministrativo.
Con dati di questo ordine e in progressivo aumento le litanie dei vari esponenti politici,da primo il capo del governo Enrico Letta,assomigliano tanto a un rituale da osservare e ripetere. La "riflessione" sull'astensionismo non può essere un rito. Sono vent'anni, con l'avvento delle leggi elettorali maggioritarie, che il fenomeno è in aumento.Finchè non si afferma l'unico principio democratico e costituzionale, il principio una testa un voto, l'astensionismo sarà  geneticamente insito nelle leggi elettorali maggioritarie. Anzi l'astensionismo sarà sfuttato politicamente per altri fini.Proprio per queste ragioni esprimiamo scettismo, contrarietà all'accordo incostituzionale di modifica della Costituzione vigente in senso presidenziale. Ai Partiti di governo PD e PdL rammentiamo che il Presidenzialismo aumenterà l'astensione dal voto.Questa è l'unica ''riflessione'' Sig. Enrico Letta!

giovedì 6 giugno 2013

BILANCIO COMUNALE

Lo scorso 30 maggio, la maggioranza PDL-LEGA nord che governa  Paderno Dugnano ha approvato il bilancio di previsione 2013, con 17 voti favorevoli e 7 contrari.
In un comunicato dato alla stampa  si evince che ai cittadini si chiede "la compartecipazione", alias aumento delle tasse, con l'aumento dell'addizionale IRPEF. Oltre a ciò, visto l'incertezza legislativa in materia, le tasse IMU e TARES subiranno ulteriori modificazioni. "La compartecipazione" voluta dalla maggioranza PDL-LEGA nord  smentisce lo slogan "non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini" tanto caro a questi partiti. La compartecipazione del duo Alparone-Bogani comporta inoltre un'incidenza maggiore per i possessori di redditi minimi. Il  duo di centrodestra dimenticando i dettami costituzionali, (tassazione progressiva),si sono distinti nell'attaccare sempre i soliti noti: i Lavoratori.

W LA COSTITUZIONE ITALIANA

Il governo dell'anomala maggioranza Pdl-PD, non votata dagli italiani, anzichè impegnarsi nella lotta alla disoccupazione e opporsi alla desertificazione industriale ha iniziato il percorso istituzionale per cancellare, sovvertire, la Costituzione italiana per  instaurare una repubblica/monarchia  presidenziale o semipresidenziale. Noi condividiamo e sosteniamo le ragioni dell'appello dell'associazione partigiani d'Italia.(in seguito nel testo integrale).  Facciamo appello a tutti i cittadini amanti della "Costituzione più bella" ad operarsi in ogni luogo nel sostenere le ragioni dei partigiani e nel rivendicare l'applicazione piena dei principi costituzionali.  

                                                                                                                                                                                 



"La Costituzione non si deve alterare"

"Il Comitato Nazionale dell’ANPI in relazione ai diversi progetti che si vanno formulando, anche in sede governativa, a riguardo di un sistema di riforme costituzionali, ribadisce la più ferma contrarietà ad ogni modifica, legislativa o di fatto, dell’art. 138 della Costituzione, che – semmai – dovrebbe essere rafforzato e del quale in ogni caso, si impone la più rigorosa applicazione".
Inizia così una presa di posizione del Comitato nazionale dell'Anpi con la quale si "conferma il netto convincimento che il procedimento da seguire non può che essere quello parlamentare, attraverso gli strumenti e le commissioni ordinarie, non essendovi ragione alcuna per eventuali nuove formule e strutture, essendo più che sufficiente quanto già previsto dai regolamenti parlamentari".
Riafferma po "l’inopportunità del ricorso ad apporti esterni che in qualche modo incidano sul lavoro parlamentare e che non siano quelli già previsti, attraverso i quali si possono acquisire opinioni e contributi di esperti, mediante pareri, consultazioni, audizioni e quant’altro; 
conferma la convinzione, più volte espressa, che le riforme possibili ed auspicabili sono solo quelle che risultano in piena coerenza con i princìpi della prima parte della Costituzione e con la stessa concezione che è alla base della struttura fondamentale della seconda, indicando fra le riforme possibili, la diminuzione del numero dei parlamentari, la differenziazione del lavoro delle due Camere, l’abolizione delle province; tutte materie sulle quali esiste già una notevole convergenza e che non pongono problemi di coerenza complessiva".
Ribadisce inoltre quanto già espresso in varie occasioni, vale a dire la netta opposizione dell’ANPI ad ogni riforma che introduca il presidenzialismo o il semipresidenzialismo, non risultano ragioni evidenti per stravolgere il delicato e complesso sistema delineato dal legislatore costituente. E conferma ancora una volta, "l’assoluta e  prioritaria necessità di procedere alla modifica della legge elettorale vigente, da tutti ritenuta inadeguata e dannosa".
Invita quindi "tutti gli organismi dell’ANPI ad impegnarsi a fondo su questi temi, promuovendo dibattiti e confronti, irrobustendo l’informazione ai cittadini, assumendo tutte le iniziative (a partire da quelle per il 2 giugno e in particolare da quella di Milano), idonee ad ampliare il consenso attorno a queste posizioni, d’intesa con altre associazioni democratiche e con tutte le forme di aggregazione di cittadini interessati a problemi di ordine costituzionale, chiarendo soprattutto che non si tratta di restare ancorati a tutti i costi ad un sistema immodificabile, ma di impedire ingiustificate alterazioni di esso e assicurare che non vengano poste in atto misure pericolose, suscettibili di scardinare la profonda ed intima coerenza del sistema costituzionale, senza alcun vantaggio per la democrazia"

sabato 1 giugno 2013

2 GIUGNO



Domani è il 2 giugno, festa della Repubblica italiana,festa della Costituzione nata dalla lotta antifascista. 
Le celebrazioni del 2 giugno, oggi, hanno un rilievo maggiore. Tra i propositi dei Partiti del governo Letta vi è la modifica della Costituzione.
Gli accordi fra i Partiti della maggioranza PdL/PD prevedono lo scambio fra l'abrogazione della legge elettorale, detta porcellum, con     la modifica,di fatto il sovvertimento, della Costituzione.
A colpi ripetuti alle radici costituzionali il risultato non potrà essere che un' altra legge fondativa di stampo autoritario.
Presidenzialismo, abolizione di una camera, riduzione del numero degli eletti hanno come unico scopo l'allontanamento dei cittadini dalla vita politica,dalle istituzioni.Il progressivo astensionismo diverrà genetico come nei modelli anglosassoni. L'astensionismo caratterizzerà le classi povere mentre i ricchi potranno decidere per i propri interessi senza alcuna opposizione istituzionale.
Per questo il 2 giugno non dovrà essere "cosa vostra".
Per questo domani saremo nelle piazze e saremo a Bologna,assieme a Gustavo Zagrebeski, Sandra Bonsanti,Stefano Rodotà,Nando dalla Chiesa,Raniero La Valle,Maurizio Landini,Roberto Saviano e tanti altri cittadini a gridare
W LA COSTITUZIONE ITALIANA

Facciamo nostro e divulghiamo  l'appello dell'Associazione politica e culturale MARX XI  in occasione della festa della Repubblica

Riorganizzare un ampio fronte per la difesa e il rilancio della Costituzione

La 68ª ricorrenza della fondazione della Repubblica, con un voto popolare la cui estensione è andata sempre più qualificando la portata delle elezioni parlamentari delle legislature da cui ha preso corpo il consolidamento dei principi di un antifascismo militante, coincide con uno dei passaggi più drammatici della storia recente di un sistema politico coinvolto in un processo di crisi provocato da forze oligarchiche che non desistono dal tramare contro la Costituzione della Repubblica, perché fondata sul lavoro.

La misura delle prevaricazioni in atto è giunta al colmo, e forze culturali ispirate ad una genuina esigenza di lotta per la difesa e la promozione della costituzione come “Libertà e Giustizia", testimoniano con il loro sensibile appello che è giunto il momento di riorganizzare un ampio fronte necessario a fare da argine ad una deriva che dura da un trentennio, a scapito della soluzione dei più travagliati problemi della società italiana.

Il mondo culturale che si è raccolto intorno a MARX XXI, nel proseguire in un impegno di valorizzazione della democrazia sociale, innervata dai principi fondamentali della Costituzione del 1948, invita tutti quanti condividono l'irrinunciabilità dei valori iscritti nel nostro ordinamento costituzionale, a convergere sull'impegno che giuristi come Zagrebelsky e Rodotà hanno deciso di rendere più serrato in questa fase decisiva, in cui, anche con una metodologia incostituzionale, si punta a far dipendere dal governo una funzione di revisione, che, oltretutto, vorrebbe prendere indebitamente il posto di un artificioso potere costituente.

Conveniamo quindi con la denuncia del rinnovato tentativo di stravolgere la Costituzione da parte di chi ha gravemente inquinato il sistema politico e vorrebbe trascinarne le conseguenze sul terreno di una Costituzione che non solo non può essere tradita nei suoi principi fondamentali concernenti rapporti civili, politici, etico-sociali ed economici, nonché i diritti civili e sociali che vi si collegano. Ma neppure è meritevole di alterazioni nella sua parte ordinamentale, che ha subìto incrinature funzionali per ostacoli di tipo regolamentare interposti alla conseguente attività delle due Camere, dando ora luogo a pretestuose proposte di cosiddette “riforme neutre”, come cavallo di Troia di alterazioni della forma di governo parlamentare.

Facciamo appello a tutte le forze  genuinamente democratiche perché si riapra in questo paese una lotta per l'applicazione e l'inveramento della nostra Carta costituzionale, e perché nel dibattito in corso sulla legge elettorale si ponga la questione del ritorno a una legge di tipo proporzionale, senza sbarramenti, l'unica atta a garantire a tutti i cittadini una effettiva rappresentanza democratica