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mercoledì 31 luglio 2013

RHO-MONZA

Dichiarazione del capogruppo consiliare PdCI/PRC Altra Provincia MASSIMO GATTI condivisa e sostenuta dai Comunisti italiani di Paderno Dugnano:

Milano, 31 luglio 2013. In merito alle dichiarazioni rilasciate oggi dal Presidente della Provincia di Milano riguardo la possibilità che la Provincia scenda nella sua quota di azionariato di TEM SpA, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, dichiara:

“Dopo aver abbandonato il trasporto pubblico, la viabilità ordinaria e i pendolari, lorsignori si accorgono che non possono più investire in autostrade decidendo così di abdicare e svendere affinché i privati facciano bottino.

Nonostante il regalo dei 330 milioni di soldi pubblici in due anni, sottratti alla Cassa Depositi e Prestiti e a fondo perduto, da parte del governo PD-PDL-Scelta Civica, la Provincia di Milano diminuisce le sue partecipazioni dirette e consegna il territorio del Parco Agricolo Sud Milano ai cementificatori.

A proposito di quattrini, perché i sindaci, a partire da quelli delle grandi città che protestano in questi giorni, non hanno un sussulto di lucidità nel chiedere che i quattrini della Cassa Depositi e Prestiti vengano destinati esclusivamente alle popolazioni, ai servizi pubblici e agli enti locali?

È vistoso che il regalo del Ministro della Compagnia delle Opere, Maurizio Lupi, a TEM, dopo dodici anni di litanie sull’investimento garantito dai privati, equivale alla metà dei nuovi tagli annunciati per i comuni. Per quanto riguarda il nostro territorio, deve essere chiaro che i debiti di Expo 2015 devono gravare sullo Stato e sui cosiddetti imprenditori, non certo sulle comunità locali.

Lo scaricabarile in corso e l’indecente balletto dei governi che si succedono, stanno portando il Paese al fallimento, con un territorio lacerato e aggredito dai poteri criminali delle mafie.

Non si è esitato a tagliare le pensioni in tre giorni e a nascondersi per non tagliare le spese militari degli F35.
Si recuperi, allora, la dignità bloccando tutte le autostrade inutili e dannose in costruzione nel nostro territorio, riservandosi di mettere in sicurezza i cantieri aperti. Ci si risparmino le prese in giro del PDL, che vuole vendere la Serravalle, e del PD, che propone di vendere la Pedemontana. Occorre recuperare immediatamente un ruolo pubblico di guida che trasferisca tutte le risorse stanziate per le nuove autostrade su progetti per rilanciare il trasporto pubblico e la mobilità alternativa, l’agricoltura, l’edilizia scolastica, la manutenzione del territorio e la buona occupazione.

Su questi argomenti, si abbia il coraggio di tornare subito in consiglio, ma anche di rispettare le decisioni che si sono assunte. Il consiglio provinciale milanese e il consiglio regionale lombardo, ad esempio, hanno votato all’unanimità per l’interramento della S.P. Rho-Monza e poi la giunta Maroni (PDL – Lega), non più tardi del 25 luglio scorso, prendendo tutti per i fondelli, ha approvato una delibera per proseguire sul devastante progetto originale come se niente fosse. Non ci siamo proprio. Noi non ci arrendiamo e non ci rassegniamo”.

martedì 30 luglio 2013

W LA COSTITUZIONE ITALIANA

“La Costituzione stravolta nel silenzio”. Procaccini: Il Pdci aderisce all'appello del Fatto Quotidiano
Inviato da : redazione | Mercoledì, 31 Luglio 2013 - 11:54
 Dal settimo congresso straordinario del Pdci è uscita con forza la consapevolezza della necessità di costruire un ampio fronte di lotta per la difesa e il rilancio della Costituzione, nella certezza che le resistenze e le lotte sul fronte economico-sociale contro l’attacco prodotto dalla crisi in atto sarebbero molto più deboli in un quadro giuridico-istituzionale contrassegnato dal presidenzialismo e dal pressoché totale svuotamento di poteri delle assemblee elettive.


La battaglia per una uscita a sinistra dalla profonda crisi capitalistica va di pari passo con la lotta per la difesa e il rilancio della Costituzione, che, benché in questi anni pesantemente colpita, mantiene ancora i caratteri essenziali di una democrazia progressiva basata sui diritti e l’uguaglianza.

Nella prospettiva della costruzione, prospettata a Chianciano da Oliviero Diliberto, di un vasto fronte unitario per la difesa e il rilancio della Costituzione, invito tutto il Partito a firmare l’appello contro il ddl di riforma costituzionale, veicolato dal sito de Il fatto quotidiano.

Cesare Procaccini, Segretario nazionale Pdci







Invitiamo tutti  i Lavoratori, i comunisti,i democratici, gli antifascisti, gli amanti della democrazia e della pace a sostenere l'appello per la Costituzione vigente:

“La Costituzione stravolta nel silenzio”.                          

L’appello contro la riforma presidenziale



Appello contro il ddl di riforma costituzionale firmato da: Alessandro Pace, Alberto Lucarelli, Paolo Maddalena, Gianni Ferrara, Cesare Salvi, Massimo Villone, Silvio Gambino, Antonio Ingroia, Antonello Falomi, Domenico Gallo, Raffaele D’ Agata, Raniero La Valle, Beppe Giulietti e Mario Serio.



Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un “premier assoluto”, è ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, posponendo a questa la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale. In fretta e furia e nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d’informazione la Camera ha iniziato a esaminare il disegno di legge governativo, già approvato dal Senato, di revisione della Costituzione in plateale violazione della disciplina prevista dall’articolo 138, che costituisce la “valvola di sicurezza” pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione. Ci appelliamo a voi che avete il potere di decidere, perché il processo di revisione costituzionale in atto sia riportato nei binari della legalità costituzionale. Chiediamo che l’iter di discussione del disegno di legge costituzionale presentato dal governo Letta segua tempi e modi rispettosi del dettato costituzionale (…). Chiudere, a ridosso delle ferie estive, la prima lettura del disegno di legge, contrastando con le finalità dell’articolo 138 della Costituzione, impedisce un vero e serio coinvolgimento dell’opinione pubblica nel dibattito. In secondo luogo vi chiediamo di restituire al Parlamento e ai parlamentari il ruolo loro spettante nel processo di revisione della nostra Carta. L’aver abbandonato la procedura normale di esame esplicitamente prevista dall’articolo 72 della Costituzione per l’esame delle leggi costituzionali, l’aver attribuito al governo un potere emendativo privilegiato, la proibizione di porre le questioni pregiudiziali, sospensive o di non passaggio agli articoli, l’ impossibilità per i singoli parlamentari di sub-emendare le proposte del governo o del comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare propri emendamenti, le deroghe previste ai regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e comprimono l’autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento. Le conseguenze di tali scelte si riveleranno in tutta la loro gravità allorché, una volta approvato questo disegno di legge, l’istituendo comitato per le riforme costituzionali porrà mano alla riforma delle strutture portanti della nostra organizzazione costituzionale (dal Parlamento al presidente della Repubblica, dal governo alle Regioni) sulla base delle norme che oggi la Camera sta approvando in flagrante violazione dell’art. 138. (…) Vi chiediamo ancora che le singole leggi costituzionali, omogenee nel loro contenuto, indichino con precisione le parti della Costituzione sottoposte a revisione. (…) Non si tratta, in definitiva, di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta non consentita dalla Costituzione, che apre ampi spazi all’arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari.Chiediamo, infine, che nell’esprimere il vostro voto in seconda lettura del provvedimento di modifica dell’articolo 138, consideriate che la maggioranza parlamentare dei due terzi dei componenti le Camere per evitare il referendum confermativo, in ragione di una legge elettorale che distorce gravemente e incostituzionalmente la rappresentanza popolare, non coincide con la realtà politica del corpo elettorale del nostro Paese. Rispettare questa realtà, vuol dire esprimere in Parlamento un voto che consenta l’indizione di un referendum confermativo sulla revisione dell’articolo 138. È in gioco il futuro della nostra democrazia. Assumetevi la responsabilità di garantirlo.



Dai un contributo alla Democrazia e firma la petizione su: www.ilfattoquotidiano.it





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lunedì 29 luglio 2013

RHO-MONZA


Ebbene siamo al dunque. Dopo varie traversie, istituzionali e sociali la Giunta di Roberto Maroni (PdL-Lega nord) ha deciso che l'autostrada a 14 corsie sia da fare. La elettoralistica richiesta di omologare il quadro politico  locale a quello regionale e nazionale, voluto dal Sindaco Alparone ha sortito l'effetto che permette di stare con un piede in due scarpe. Infatti il Sindaco di Paderno Dugnano oggi tuona con un suo comunicato stampa:< “Continueremo a non tirarci indietro nemmeno davanti alle accelerazioni del Ministero dell’Ambiente.."> Peccato che i suoi omologhi ,provinciali,regionali e nazionali  del centrodestra e della Lega nord, dei suoi tuoni non avvertono alcun rumore. Anzi il loro rumore è ben più che alzare la voce si tratta di un' ultimatum condito da ampie relazioni tecniche.Di quanto vogliono i cittadini di Paderno Dugnano costoro non intendono recepire alcunchè. 
Il Comitato per l'interramento ha ritenuto di passare alla lotta politica e non solo tecnico-istituzionale. Sicuramente inutile e fuorviante sarà la volontà della Giunta padernese di <“Prendiamo atto che la Regione Lombardia ha vincolato il suo parere alla costituzione di un Osservatorio Ambientale regionale di cui saremo parte e che sarà chiamato a pronunciarsi proprio sulla compatibilità ambientale.>. La decisione politica è stata presa. Quindi alle decisioni politiche si risponde politicamente. Non sono  sufficienti proposte alternative o di semplice abbellimento.
Questa sera, ore 21, il CCIRM, comitato per l'interramento dell'autostrada, convoca cittadini e forze politiche ad una manifestazione di piazza  come primo appuntamento politico (http://interramento.padernesi.com/joomla/index.php/iniziative/36-eventi/254-primo-appuntamento
Alla manifestazione di piazza si chiedono ai rappresentanti politici e istituzionali di essere schierati fisicamente. 
Noi Comunisti italiani ci saremo, come da sempre politicamente e fisicamente. Ci saremo con le nostre bandiere, naturalmente, per dire NO all'autostrada Rho-Monza. Autostrada e altre infrastrutture automobilistiche in Lombardia servono solo a aumentare traffico,inquinamento ambientale e fonte di guadagno facile per gruppi capitalistici e di oscuri affari.  

p.s. il fotomontaggio che riproponiamo uscì il 1 febbraio 2011 (http://mimmo56.blog.kataweb.it/?p=678) e in altre successivi post. Le decisioni della Giunta Maroni contraddicono quanto dai leghisti gridato e propagandato.














sabato 27 luglio 2013

W LA COSTITUZIONE ITALIANA

di seguito pubblichiamo l'appello nazionale per evitare che la Costituzione italiana venga picconata da un elite di nominati e senza sentire gli italiani su una materia cosi delicata:

No alle forzature contro la Costituzione

Si vuole imporre, con tempi incompatibili con quelli della democrazia, l’approvazione in prima lettura da parte della Camera dei deputati dell’abnorme procedimento di revisione della Costituzione.
La forzatura, già evidente nel disegno di legge che stravolge una essenziale norma di garanzia come l’articolo 138, viene così trasferita anche sul terreno delle procedure parlamentari.
Il taglio dei tempi per l’esame da parte della Camera, già per sé inaccettabile, assume i caratteri di un colpo di mano estivo, con la pretesa di concludere tutto entro il primo agosto. L’assicurazione secondo la quale la Camera “lavorerà anche di notte” trascura un rilevantissimo dato istituzionale politico. Quel che accade in parlamento non è questione interna di una istituzione autoreferenziale. È una vicenda che, incidendo profondamente sulla Costituzione, deve consentire all’opinione pubblica di seguire adeguatamente le discussioni e di far sentire la propria voce. Diventa legittimo, allora, il ricorso da parte delle opposizioni a tutti gli strumenti che possono impedire un esito tanto negativo e che consentono di richiamare l’attenzione dei cittadini. L’ostruzionismo, non dimentichiamolo, nasce come strumento per opporsi alla “tirannia” di una maggioranza.
Quando il sistema democratico è in discussione, alle opposizioni spetta innanzitutto il compito di frenare le derive rischiose, qual è la manipolazione della Costituzione, manipolazione per la quale, da parte degli aspiranti costituenti, si dice che “questa è la buona occasione” (linguaggio e concetto da “colpo grosso”). Ma, alle opposizioni consapevoli delle necessità del momento che viviamo spetta anche proporre e sostenere iniziative virtuose. Poiché oggi gli equilibri istituzionali e politici sono gravemente insidiati dalla mancata riforma della legge elettorale, sarebbe segno di responsabilità che il Movimento 5 stelle, assieme alle altre opposizioni partitiche e a tutti coloro che sono a disagio entro i loro partiti, dichiarassero la loro piena disponibilità per uscire dalla presente situazione di stallo, stabilendo accordi per un’azione comune.
Gaetano Azzariti (Convenzione per la Democrazia costituzionale)
Sandra Bonsanti (Libertà e Giustizia)
Luigi Ferrajoli (Comitati Dossetti)
Raniero La Valle (Comitati Dossetti)
Stefano Rodotà (Convenzione per la Democrazia costituzionale)
Gustavo Zagrebelsky (Libertà e Giustizia)

mercoledì 24 luglio 2013

CESARE PROCACCINI

"Unità delle sinistre subito". Parla il neosegretario del Pdci Procaccini

 intervista pubblicata su www.liberazione.it
Cesare Procaccini è stato eletto segretario nazionale del Pdci nel corso del settimo congresso che si è svolto a Chianciano la scorsa settimana.
Qual è stato il contributo del settimo congresso del Pdci all’unità della sinistra?


Il contributo è stato di rilievo perché il congresso ha confermato la necessità di unire i comunisti dentro una sinistra più forte e che guardi alle alleanze sociali e alle forze democratiche per la rappresentanza del mondo del lavoro. Prioritaria è l’attuazione della Costituzione della Repubblica italiana messa in pericolo ormai giorno per giorno. Il tema dell’unità della sinistra non è in contraddizione con l’unità dei comunisti e con l’unità del mondo del lavoro e delle forze che vogliono attuare la Costituzione.
In questo processo in cui state per cambiar pelle…
No, non c’è un cambiamento di pelle. Certo, la necessità di riportare i comunisti in Parlamento non deve diventare una ossessione ma neanche una sottovalutazione e allo stato attuale appare un obiettivo rivoluzionario. Infatti per un lungo periodo il Parlamento con una presenza forte del Pci e dei comunisti è stato il luogo dell’attuazione della Costituzione. E oggi proprio perché non ci sono è il luogo della distruzione della Costituzione. Le scorciatoie non esistono . Se tu non sei nei movimenti e alla testa del mondo del lavoro nelle sue tante sfaccettature è chiaro che non riesci ad avere la forza e l’unità tale da suscitare interesse tra le masse popolari.
Come immaginate un percorso in cui nella sinistra antagonista c’è la consapevolezza della scarsa autosufficienza?
Il termine antagonista è affascinante ma io parlerei di sinistra con dentro i comunisti. E comunque con una forte presenza di comunisti in maniera autonoma e distinta, ma una sinistra ampia. Perché nell’immaginario collettivo delle masse il termine antagonista è stato utilizzato per descrivere una sinistra minoritaria che non siamo. Da questa consapevolezza di non essere autosufficienti occorre che ci sia uno scatto per mettere insieme quelle forze che sono disponibili a ricostruire un preciso percorso politico. Guardiamo con molto interesse il congresso del Prc perché prenda in esame la nostra proposta. Ovvero, di unire i due partiti. Ma non per l’esigenza dei gruppi dirigenti, ma per l’esigenza diffusa di un mondo disperso di compagni che potrebbe anche arrivare alla decisione di non votare. Un’esigenza che bisogna sciogliere in maniera simultanea, e di due partiti e farne uno. Mettiamo a disposizione i nostri partiti per un partito comunista unico. Ecco, questa mi sembra la formula più giusta. Il passaggio che dobbiamo fare non è più rinviabile con i tempi necessari ma non facciamo passare troppo tempo.
Passato, recente, e presente: come metti insieme queste due fasi?
Non c’è contraddizione tra l’unità delle forze democratiche per la democrazia e la Costituzione con l’esigenza di una sinistra che rappresenti il mondo del lavoro e dell’unità dei comunisti per guardare verso una società diversa anticapitalista. Si tratta solo di immaginare tre centri concentrici, che sono legati tra loro.
di Fabio Sebastiani

domenica 21 luglio 2013

CONGRESSO NAZIONALE PdCI

Pubblichiamo la relazione introduttiva  e la replica finale di Oliviero Diliberto al settimo congresso nazionale del Partito dei Comunisti italiani 

 http://youtu.be/6EIk6alWLKQ

http://youtu.be/3mGZGhIJunk

martedì 16 luglio 2013

CONGRESSO PDCI MILANO



Si è tenuto il 13 luglio presso la chiesetta del Parco Trotter di Via Angelo Mosso 7 e il 14 luglio presso la Casa Rossa di Via Monte Lungo il congresso della Federazione Metropolitana di Milano del Partito dei Comunisti Italiani.
Hanno portato i loro saluti rappresentanti delle forze politiche di Rifondazione Comunista, Azione Civile, Partito Socialista Italiano, Italia dei Valori, della Camera del Lavoro di Milano, del SICET Sindacato Inquilini, dell’Associazione Italia-Cuba, di Legambiente, il consigliere provinciale “Un’altra provincia-Pdci-Prc” Massimo Gatti e il Presidente del Consiglio Comunale di Milano e eletto in “Sinistra per Pisapia” Basilio Rizzo.
Il dibattito, nel contesto del Congresso straordinario del Partito, è stato vivo ed approfondito; è stata convinzione comune considerare come necessità imperante per la sopravvivenza del Partito una svolta incisiva nella prassi organizzativa e contenutistica, e una rivisitazione più consona ai ruoli esecutivi negli organismi dirigenti, pur nella differenza di valutazioni sulla fase e sull’azione nel campo unitario dei comunisti e della sinistra.
Nello specifico, ecco i risultati della votazione su emendamenti nazionali, documento politico, sui delegati, e l’aggiornamento degli organismi dirigenti con l’elezione del nuovo comitato federale (vai alla pagina “Organismi federali“).
E’ disponibile anche la relazione introduttiva congressuale del Segretario Vladimiro Merlin (clicca qui).

lunedì 15 luglio 2013

CONGRESSO NAZIONALE PdCI

Pdci, VII Congresso: la centralità del lavoro e della CostituzioneInviato da : redazione | Lunedì, 15 Luglio 2013 - 16:27
Il Partito dei Comunisti Italiani svolgerà il suo VII Congresso nazionale (straordinario) a Chianciano Terme dal 19 al 21 di luglio. L'obiettivo è la riorganizzazione autonoma dei comunisti e l'unità della sinistra: due processi distinti ma interdipendenti.

Per fare questo, i Comunisti italiani considerano centrali i temi del lavoro e della salvaguardia della Costituzione. Il Congresso sarà aperto il 19 pomeriggio con la relazione del segretario nazionale uscente Oliviero Diliberto.
Al congresso parteciperà una platea di 340 delegati, in rappresentanza di 12.600 iscritti suddivisi in 105 federazioni. Molto larga la presenza dei giovani e dei lavoratori. Interverranno operai che parleranno di importanti vertenze quali Indesit di Fabriano, Ilva di Taranto, Acciaierie di Terni e Fiat di Pomigliano. Sempre in tema con l’attenzione che il Pdci dedica al lavoro, sarà presente Massimo Ferrante, cantautore da anni impegnato a dare voce alle lotte operaie.
Altra caratterizzazione del Congresso dei Comunisti italiani si avrà sulle questioni internazionali. Nella prima giornata sono infatti previsti due interventi: Ammar Baghdash, segretario generale del Partito comunista siriano; Ines Cristina Zuber, parlamentare europea del gruppo Gue-Ngl.
In questo mese si sono svolti in tutta Italia centinaia di congressi sul documento politico e i quattro emendamenti nazionali (sulle alleanze, sulla questione di genere, sull’autocritica e sul’unità dei comunisti).Cifre che mostrano come il Pdci anche se fortemente ridimensionato dagli ultimi esiti elettorali sia ancora una forza nazionale viva e presente in tutto il territorio.