video PARTITO COMUNISTA D'ITALIA ,comunisti italiani

Loading...

venerdì 27 settembre 2013

RHO-MONZA INTERRATA O NIENTE

                                                     


29 SETTEMBRE 2013
PADERNO DUGNANO: RHO-MONZA INTERRATA O NIENTE AUTOSTRADA A 14 CORSIE.

I Comunisti italiani partecipano e sostengono le manifestazioni pubbliche convocate dai comitati di cittadini di Paderno Dugnano, Novate Milanese, Cormano, Bollate, Baranzate.
Saremo presenti al corteo di domenica 29 settembre   a Paderno Dugnano. per dire NO  al progetto di "ammodernamento" della provinciale Rho-Monza e per riaffermare la nostra contrarietà ai megaprogetti autostradali in Lombardia (Pedemontana, T.E.M.). 

Chiediamo al governo nazionale, alla Regione Lombardia e alle istituzioni locali interessate di definanziare i progetti per la realizzazione di queste autostrade. La Rho-Monza, la Pedemontana e la Tangenziale esterna di Milano sono opere dal costo ingente, inutili, a carico delle finanze pubbliche per favorire i soliti "privati"padroni.

Sfascio del territorio, congestione del traffico, pedaggi, inquinamento ambientale e acustico.
Rischio diossina in Brianza. Imposizione (militare...) alle popolazioni locali di progetti avversati e non condivisi dagli enti locali. Infiltrazioni mafiose.

Chiediamo invece che con gli stessi finanziamenti, in alternativa, si progetti una rete ferroviaria locale, moderna, in grado di rispondere ai bisogni dei Lavoratori,  degli studenti e un trasporto merci  in grado di servire l'industria e il commercio, senza degradare la vita dei Cittadini residenti.

Per queste ragioni sosteniamo la realizzazione, in tempi brevi, delle metrotramvie Milano-Seregno,     Milano-Limbiate e del prolungamento della metropolitana a Monza.

sabato 21 settembre 2013

NO AUTOSTRADE



I Comunisti italiani di Milano e Brianza partecipano alla manifestazione popolare 

a Desio domenica 22 settembre ore 14,30   da piazza Caredon e presidio in piazza Don Giussani (municipio)

 per dire NO alla costruzione di nuove autostrade in Lombardia. Ribadiamo la nostra contrarietà ai progetti autostradali RHO-MONZA, la PEDEMONTANA e LA T.E.M..

Chiediamo al governo e alla Regione Lombardia di definanziare i progetti per la realizzazione di queste autostrade. La Rho-Monza, la Pedemontana e la Tangenziale esterna di Milano sono opere dal costo ingente, a carico delle finanze pubbliche e a favore dei soliti "privati"padroni.
Sfascio del territorio, congestione del traffico, pedaggi, inquinamento ambientale e acustico.
Rischio diossina in Brianza. Imposizione (militare...) alle popolazioni locali di progetti avversati e non condivisi dagli enti locali. Infiltrazioni mafiose.

Chiediamo invece che con gli stessi finanziamenti, in alternativa, si progetti una rete ferroviaria locale in grado di rispondere ai bisogni dei Lavoratori e un trasporto merci  in grado di servire l'industria e il commercio, senza degradare la vita dei Cittadini.
Per queste ragioni sosteniamo la realizzazione, in tempi brevi, delle metrotramvie Milano-Seregno- Milano-Limbiate e del prolungamento della metropolitana a Monza.


domenica 15 settembre 2013

GOVERNO delle LARGHE INTESE


L'ISTAT ha pubblicato i dati economici della crisi. Ormai siamo sulla soglia del non ritorno. L'economista Vladimiro Giacchè fa notare che i dati sono peggiori del dopo 1929. A questa realtà, vera, che colpisce ogni fascia sociale, in particolare i Lavoratori dipendenti, piccola imprenditoria e il lavoro autonomo  si contrappone una verità virtuale che annuncia "la fine del tunnel". "I ristoranti pieni"  di berlusconiana memoria sono il frutto della   mistificazione perpetrata scientificamente   con l'uso sistemico delle armi di distrazione di massa (TV,stampa,internet..). Questo è il risultato. Una generazione di giovani non  riesce ad accedere ad un lavoro che si possa definire tale. Chi può emigra. Taluni ottengono lavori precari a tempo determinato, altri neppure accedono alle statistiche. Tv e stampa invece di intrattengono sul futuro del pregiudicato Silvio Berlusconi............ 
E' ora di mandare a casa questa classe dirigente, mandare a casa il governo delle larghe intese.  

Dai dati pubblicati si rileva fra l'altro:
dal 2011 a oggi sono stati chiusi 74.500 negozi, per un totale di circa 300mila posti di lavoro andati in fumo.

I dati arrivano dalle tabelle Istat riferite al secondo trimestre del 2013. Nello stesso periodo del 2010 le persone di quella fascia in attività erano 6,3 milioni. Oggi sono 5,3 milioni. Pesantissima la situazione di coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni: calo di 750mila unità. Il tasso di disoccupazione in questa fascia è salito dall'11,7% del secondo trimestre 2010 al 17,8% dello stesso periodo del 2013
- Tra il 2010 e il 2013 e' crollato il numero degli under 35 al lavoro, passati da 6,3 a 5,3 milioni (-1 milione): e' quanto si legge sulle tabelle dell'Istat riferite al secondo trimestre dalle quali emerge la difficolta' nella quale si trova soprattutto la fascia tra i 25 e i 34 anni per la quale si e' registrato un calo di 750.000 unita'.

La situazione e' particolarmente difficile nella fascia tra i 25 e i 34 anni, ovvero l'eta' nella quale ha terminato gli studi anche chi si e' laureato e nella quale negli anni scorsi si cominciava a lavorare e in molti casi ci si formava una famiglia. Nel secondo trimestre 2013 nella fascia tra i 25 e i 34 anni lavoravano appena 4,329 milioni di persone contro i 5,089 milioni di solo tre anni prima. Il tasso di occupazione ha subito un crollo dal 65,9 al 60,2 (era al 70,1% nella media 2007), con quindi appena 6 persone su 10 al lavoro nell'eta' attiva per eccellenza. E se per i maschi del Nord la situazione e' ancora accettabile con l'81,4% al lavoro (dall'86,6% del secondo trimestre 2010) al Sud la situazione e' drammatica con appena il 51% degli uomini della fascia 25-34 anni che lavora (e solo il 33,3% delle donne). L'imbuto davanti al quale si e' trovata la generazione dei ''giovani adulti'' e' dovuto in parte alla stretta sull'accesso alla pensione che ha tenuto al lavoro i piu' anziani (il tasso di occupazione nella fascia tra i 55 e i 64 anni e' passato nel triennio considerato dal 36,6% al 42,1%), in parte alla crisi economica e al generale calo dell'occupazione nelle imprese private insieme al blocco del turn over nella pubblica amministrazione che di fatto ha ridotto al lumicino le assunzioni nel pubblico.

Il tasso di occupazione e' calato soprattutto tra i giovani uomini del Sud (dal 60,5% al 51% con quasi 10 punti) mentre per gli uomini del Nord il calo si e' limitato a 5 punti (dall'86,6% all'81,4%). Per le giovani donne del Sud il calo percentuale e' stato meno consistente partendo da un dato basso (dal 34,2% al 33,3%). Se si guarda al complesso degli under 35 (quindi anche ai giovanissimi) il tasso di occupazione a livello nazionale risulta in calo dal 45,9% del secondo trimestre 2010 al 40,4% dello stesso periodo del 2013. Il tasso di disoccupazione nella fascia tra i 25 e i 34 anni e' cresciuto dall'11,7% del secondo trimestre 2010 al 17,8% dello stesso periodo del 2013 con oltre sei punti in piu'. I disoccupati tra i giovani adulti sono passati da 670.000 a 935.000. Al Sud il tasso di disoccupazione in questa fascia di eta' e' ormai al 30% (molto simile tra uomini al 29,1% a donne al 31,5%) dal 20,6% di appena tre anni prima. Al Nord la disoccupazione tra i giovani adulti e' passata dal 7,3% del secondo trimestre 2010 al 10,9%.


martedì 10 settembre 2013

W LA COSTITUZIONE NO AL PRESIDENZIALISMO

Domenica 8 settembre presso la festa provinciale dei Comunisti italiani di Milano si è svolto un interessante dibattito sull'attualità politica dal titolo "cambiare o difendere la Costituzione?". Al dibattito hanno partecipato: Mirko Mazzali, consigliere comunale di Milano per S.E.L., Onorio Rosati, consigliere regionale  lombardo per il P.D., Roberto Cenati, presidente dell'associazione partigiani A.N.P.I. di Milano, Bruno Casati, presidente del circolo culturale "Concetto Marchesi" e Cesare Procaccini,  Segretario nazionale del P.d C.I., presiedeva Gianni Pagliarini, Segretario regionale lombardo dei comunisti italiani.
Il dibattito ha evidenziato il pericolo della modificazione della Costituzione vigente.  Criticato da tutti i relatori innanzitutto il decreto legge del governo Letta che cambia la modalità prevista dai costituenti, l'articolo 138. La maggioranza PdL-PD con la regia presidenziale di Giorgio Napolitano ha istituito una commissione di saggi dall'unico requisito comune: tutti nominati (porcellum...) nessuno eletto dal popolo. Una vergogna!
I relatori, all'unisono, si sono dichiarati preoccupati e avversari dei propositi di revisione costituzionale. Avversi al fine dichiarato dai cosidetti saggi presidenziali: l'avvento del presidenzialismo o in subordine del semipresidenzialismo. 
Tutti i convenuti hanno rilevato che i progetti presidenzialistici hanno il fine di allontanare dalla vita democratica e dalla partecipazione attiva dei cittadini. Infatti con la cancellazione, di fatto, dei prinicipi costituzionali, in particolare gli articoli 1 (Italia fondata sul lavoro) , 3( uguaglianza di tutti i cittadini)  e 41       ( libertà d'impresa in funzione sociale)  si ritornerebbe ai tempi in cui solo i cittadini ricchi amministravano la cosa pubblica senza il bisogno di essere eletti.
I comunisti italiani sono in prima fila per sbarrare il passo ai sovvertitori costituzionali. Il dibattito ha dimostrato che le forze autenticamente democratiche ci sono e ci saranno in campo. 
I comunisti italiani ci sono. 
W LA COSTITUZIONE ITALIANA 


P.S.  Pochi minuti fa l'aula della Camera ha approvato il ddl che istituisce il Comitato parlamentare dei 40 per le riforme costituzionali. Il ddl costituzionale - che prevede una deroga all'articolo 138 - aveva già ottenuto il primo via libera dal Senato, ora è prevista una pausa di tre mesi prima della seconda lettura in entrambi i rami del Parlamento. I PARLAMENTARI NOMINATI DAL PORCELLUM  COLPISCONO ANCORA.  VERGOGNA!!!!! 
Basta governo delle larghe intese, fuori dal Parlamento il pregiudicato SILVIO BERLUSCONI.   

lunedì 9 settembre 2013

RHO-MONZA. Massimo Gatti, dichiarazione dopo la conferenza dei servizi

SP 46 Rho-Monza,
Massimo Gatti: “Senza interramento la super-autostrada va fermata

                                   

Pubblicato il 5 settembre 2013 da massimogatti, http://massimogatti.wordpress.com/2013/09/05/sp-46-rho-monza-massimo-gatti-senza-interramento-la-super-autostrada-va-fermata-2/; video tratto da youtube by Giovanni Giuranna


Milano, 5 settembre 2013. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha partecipato al presidio/manifestazione che si è tenuto questa mattina a Milano convocato dal Coordinamento dei Comitati dei Cittadini dei cinque comuni per la Rho-Monza in occasione della Conferenza dei Servizi sulla Super Strada 46 Rho-Monza.
“Siamo arrivati al dunque, sono giorni che migliaia di persone si stanno mobilitando a Paderno Dugnano, e negli altri comuni interessati, con manifestazioni che chiedono di interrare la Rho-Monza oppure di chiudere i cantieri. – ha dichiarato Massimo Gatti intervenendo durante il consiglio provinciale di oggi pomeriggio – Anche alla manifestazione di questa mattina in Piazza Cavour hanno aderito centinaia di cittadini.
A Podestà (presente oggi in Consiglio provinciale ndr.) ho chiesto di rispettare e far rispettare con atti concreti a Serravalle SpA (partecipata dalla Provincia di Milano e con un ruolo di primo piano nella realizzazione dell’opera) quanto deciso dal Consiglio provinciale all’unanimità il 1 dicembre 2011 chiedendo l’interramento della Rho-Monza e sbarrando la strada ai cementificatori.
Gli Enti Locali interessati, anche di colori politici diversi, stanno prendendo posizione con chiarezza per l’interramento. Cosa stanno aspettando Podestà e De Nicola?
La riunione della Conferenza dei Servizi è stata aggiornata al 30 settembre. Mi auguro che quel giorno possa arrivare una bella notizia che dia ragione alle migliaia e migliaia di cittadini che da tempo sono mobilitati per chiedere la tutela della loro salute e la difesa dell’ambiente e del territorio.
Il volere della maggioranza dei cittadini e delle assemblee elettive deve prevalere. Se non ci sono garanzie sull’interramento, i lavori vanno bloccati subito”.

domenica 1 settembre 2013

RHO-MONZA



Il prossimo 5 settembre è convocato, a Milano,  il Provveditorato alle opere Pubbliche del Ministero delle Infrastrutture sulla riqualificazione della Rho-Monza. 
Il governo Letta-Berlusconi e il Presidente della Lombardia Roberto Maroni hanno deciso: l'autostrada a 16 corsie, la Rho-Monza,  in ambito urbano sa da fare. Sa da fare a prescindere da cosa e per cosa e per chi. 
L'Amministrazione comunale di Paderno Dugnano, dopo le lungaggini e litanie iniziali, ha emesso un comunicato in cui esprime l'intenzione di presentarsi a quel tavolo istituzionale "pronti nell'illustrare a tutti per l'ennesima volta (sic!n.d.r.)  l'irrealizzabilità di un'opera con quelle caratteristiche all'interno di un contesto urbano e densamente abitato nei modi e nei tempi prospettati". 
La compagine amministrativa di Alparone, infine, ha deliberato, lo scorso 29 agosto, la contrarietà al progetto autostradale sottolineando i seguenti fattori:
" a) le scelte progettuali fatte non hanno tenuto conto delle osservazioni presentate con conseguenze estremamente critiche in termini di salute pubblica e sostenibilità ambientale..........
  b) l'opera progettata non migliora la qualità dell'aria.............. impatterà negativamente sul paesaggio......
  c) ............proposta progettuale alternativa.......... . Tale studio non è stato preso in considerazione,...........  progetto datato, superato, invasivo ed impattante.
  d) ......cantierizzazione...............impatto per la salute delle popolazioni........
  e) i tempi di realizzazione dell'opera non sono più coerenti con il cronoprogramma  ..............EXPO
  f) ..........condizione......non più ripresa ed attualizzata nelle procedure di VIA e di VAS .............
La deliberazione della Giunta padernese afferma la contrarietà "del progetto esecutivo deposita ai fini della         VIA"  e la propria contrarietà anche in merito al parere espresso dalla Regione Lombardia........" ."

Bene. La delibera della giunta del Sindaco di Paderno Dugnano ha evidenziato che il presupposto politico-istituzionale dell'omogeneità caro ad Alparone si è rilevato fallimentare. Quel presupposto ha fatto perdere ai cittadini di Paderno Dugnano tanto tempo e contribuito allo status attuale. Alparone, per lungo tempo,  ha preferito rapportarsi, solamente,  con i vari capibastone berlusconiani di Milano. Da Mantovani, responsabile lombardo del PdL, a Lupi,ciellino Ministro, alla partita, alle Infrastrutture.
Ora il ravvedimento. Meglio tardi che mai!
Sicuramente ha influito la presenza del comitato per l'interramento, le forze politiche come Noi comunisti italiani da sempre contrari e la partecipazione importante dei cittadini di Paderno Dugnano.
In questi giorni l'ennesima manifestazione di protesta con "la pentolata rumorosa". Manifestazione che ha sfondato anche la censura di stampa e tv. 
Ora è necessario continuare con piena volontà unitaria. Alla conferenza prevista per il giorno 5 settembre è necessario valorizzare quanto di unitario si è raggiunto. 
Noi Comunisti italiani di Paderno Dugnano abbiamo sempre sostenuto la nostra contrarietà al progetto autostradale. Siamo consci che nell'attuale contesto politico ed istituzionale, con la nomina a commissario unico di Giuseppe Sala all'EXPO' e della stessa legge del "fare" (disastri n.d.r.http://padernodugnanopdci.blogspot.it/2013/08/il-decreto-del-fare-disastri.html) del governo Letta-Berlusconi, menzionato dal comunicato del Sindaco, gli spazi politici sono ristretti. Ciò nonostante  abbiamo valorizzato le prese di posizione di altre forze politiche  e delle istituzioni quando utili ai cittadini e criticato la doppiezza di Alparone e dei suoi  omologhi in Provincia di Milano e in Regione Lombardia.   Proprio per ciò ci sentiamo legittimati a criticare  fasulle primogeniture o additare presunti   limiti altrui.